Luoghi di osservazione astronomica nel solstizio d’estate



Siti archeologici legati alle misurazioni astronomiche

stonhenge-356In occasione del solstizio d’estate (che cade sabato 20 giugno 2020) completo un articolo scritto in prossimità del solstizio d’inverno del 2019. Mentre quest’ultimo è il giorno più corto dell’anno dal punto di vista astronomico, il primo è quello più lungo, poiché il sole raggiunge il suo punto di declinazione massima rispetto all’eclittica che descrive il suo moto apparente. Da questo giorno inizia l’estate per l’emisfero boreale, quello in cui si trova l’Italia, e l’inverno per l’emisfero australe.
Nell’articolo scritto a dicembre u.s. per il solstizio d’inverno ho presentato alcune località in cui si sono identificate costruzioni aventi un esatto orientamento astronomico. La scienza, piuttosto recente, che si occupa di ciò è l’archeoastronomia, che unisce le conoscenze e le competenze di due campi che sembrerebbero non avere nulla in comune: l’archeologia e l’astronomia. Le località citate nell’articolo non hanno riferimenti solo per il solstizio d’inverno, ma anche per quello d’estate, talvolta uniti a quelli per gli equinozi. Pertanto non le segnalo nuovamente (v. articolo precedente), ma ne aggiungo altre – non così famose come Stonhenge – con analoghe caratteristiche, dando informazioni essenziali e segnalando link a siti che reputo interessanti ed esaustivi.

Prima di farlo, però, condivido un video realizzato a Melk, un comune austriaco lungo le rive del Danubio, dall’Istituto Luce in occasione del solstizio d’estate 1936 e segnalo una delle tante iniziative che si svolgeranno sabato 20 giugno 2020 in occasione del solstizio, organizzata da Progetto Theia.




Colle del Piccolo San Bernardo

cromlech-piccolo-san-bernardo-02-296Si tratta di un valico tra l’Italia e la Francia che collega il vallone di La Thuile, in Valle d’Aosta, con la Val d’Isère. In questo luogo si trova un cromlech, cioè un allineamento circolare di pietre, che insieme ai dolmen e ai menhir fa parte dei cosiddetti monumenti megalitici. Nella pagina del sito ufficiale della Valle d’Aosta si legge «Nel corso degli ultimi secoli è stato oggetto di ricerche ed interventi privi di sistematicità, non rivolti comunque a salvaguardare l’integrità del monumento antico». Addirittura agli inizi del XX secolo sono state rimosse un buon numero delle pietre che lo costituivano. Tra i ricercatori che se ne sono occupati c’è Guido Cossard, archeoastronomo valdostano, che in un articolo ha riferito di quello che potrebbe essere il significato di questo allineamento. Si potrebbe trattare di un luogo sacro già citato dall’autore latino Petronio, anche se questi non lo nomina in forma esplicita.

cromlech-piccolo-san-bernardo-01-356Secondo quanto scrive Cossard, dagli studi fatti è risultato che «dal centro del cromlech, il Sole si vedeva sorgere, nel solstizio d’estate, in prossimità di una pietra del tutto particolare. Tale pietra, la terza nel nostro rilievo, è più alta delle altre e sporge dal terreno per ben 80 cm; inoltre, la sua forma è squadrata, come se fosse stata lavorata. Fatto ancor più importante, essa è sostenuta da un’altra pietra, grossa all’incirca come tutte le altre del cromlech. Se i costruttori non avessero voluto dare una particolare importanza alla terza pietra, si sarebbero accontentati della pietra di sostegno […] Sembrerebbe quindi di poter concludere che il cromlech era una specie di Osservatorio astronomico, utilizzato per la determinazione delle stagioni, essenziale per le opere agricole. Purtroppo non è possibile affermarlo con certezza, perché il centro del cromlech non è indicato fisicamente».

Per ulteriori informazioni:

Guido Cossard: Il cromlech del Piccolo San Bernardo
Regione Valle d’Aosta: Colle del Piccolo San Bernardo



Luoghi del solstizio in Liguria

san-lorenzo-caprione-farfalla-dorata-267In Liguria, nell’area archeologica di Lagorara, in provincia di La Spezia, si possono osservare particolari effetti luminosi nei giorni del solstizio (sia invernale che estivo). Analogamente, nella stessa provincia, a San Lorenzo al Caprione ci sono altre strutture di diversa collocazione storica che consentono di osservare determinati fenomeni della luce solare nei giorni del solstizio. In particolare, al tramonto del solstizio d’estate i raggi del sole passando attraverso l’apertura di un quadrilite formano l’immagine di una farfalla sulla roccia retrostante. Nelle sue vicinanze si trovano i resti dell’omonima chiesa di San Lorenzo, che secondo gli studi di alcuni archeoastronomi (Enrico Calzolari, Mario Codebò, Henry De Santis, Giuseppe Veneziano) è stata edificata con un orientamento relativo al solstizio d’inverno.

Studi archeoastronomici di Enrico Calzolari sul Sito archeologico di Lagorara
Enrico Calzolari: Triliti e tetraliti orientati
Enrico Calzolari: San Lorenzo al Caprione. Un esempio di Archeoastronomia Cristiana
Giuseppe Veneziano: San Lorenzo al Caprione: ipotesi di sito archeoastronomico
Giuseppe Veneziano: San Lorenzo al Caprione: ipotesi di sito archeoastronomico
Vittorio Bonòra, Enrico Calzolari, Mario Codebò, Henry De Santis: Gli orientamenti delle chiese del Caprione (SP) e dell’isola di Bergeggi (SV)
L’immagine della farfalla è tratta dal sito di Enrico Calzolari



Chiese cristiane e astronomia

meridiana-carapace-sanpetronio-01Già si è detto che la chiesa di San Lorenzo al Caprione in Liguria è legata al solstizio d’inverno, ma altre chiese sono state edificate tenendo presente un preciso orientamento astronomico. Questo è il caso, per esempio, della basilica di san Petronio a Bologna. Sul soffitto della chiesa è stato praticato un foro – detto foro gnomonico – grazie all’aiuto di un astronomo, Gian Domenico Cassini (1625-1712), mentre sul pavimento della navata sinistra è delineata una meridiana (che nel 1657 sostituì la prima realizzata un secolo prima da padre Egnazio Danti, 1536-1586) lungo la quale si proiettano i raggi solari. Nel solstizio d’estate la luce raggiunge il carapace di un granchio riprodotto nel marmo illuminandolo completamente. Ricordo che il solstizio d’estate non è solo l’inizio di questa stagione, ma anche quello del segno zodiacale del Cancro, di cui il granchio è il simbolo.

gnomone-santa-maria-novellaDanti ha anche partecipato alla realizzazione di vari strumenti astronomici – tra i quali dei fori gnomonici – in Santa Maria Novella, il duomo di Firenze. Questi strumenti gli hanno permesso di fare misurazioni che risultarono poi utili per la riforma del calendario attuata da papa Gregorio XIII. A differenza di Bologna, qui «una delle finestre della Cupola riporta al suo interno una piccola mensola forata, attraverso il cui pertugio passano i raggi solari nel periodo del solstizio d’estate. Il fascio di luce di forma circolare viene così proiettato sul pavimento di una delle Cappelle laterali del Duomo, e precisamente la cosiddetta cappella della Croce, in un orario compreso fra le 12 e le 13. Nel corso di questo periodo di tempo, il fascio luminoso proiettato attraverso lo gnomone arriva a coincidere, sotto lo sguardo attonito di centinaia di turisti accorsi per assistere alla ricorrenza, con una lastra marmorea anch’essa circolare, che denota il momento in cui il sole raggiunge lo zenit nel corso del suo tragitto celeste ed è in questa collocazione sin dal 1510».

Due Passi nel Mistero: Bologna: la Grande meridiana nel Duomo
La meridiana di San Petronio
La basilica di san Petronio e la meridiana di Cassini (video)
La meridiana del Duomo di Firenze: lo spettacolo del solstizio d’estate con lo gnomone più grande del mondo
Le meridiane di Firenze: dalla facciata di Santa Maria Novella al Forte Belvedere
L’immagine dell’interno di Santa Maria Novella è tratta dal sito di Stamp Toscana



Il dolmen "Li Scusi" a Minervino

1200px-dolmen_li_scusi-267Nel Salento, e precisamente a Minervino in provincia di Lecce, nella seconda metà del 1800 è stato scoperto e studiato un dolmen che deve il suo nome a "qualcosa di nascosto". Come tutte le costruzioni ad esso analoghe si tratta di un lastrone di copertura di forma quadrangolare irregolare, attraversato da un foro centrale del diametro di circa 20 centimetri e sostenuto da otto ortostati. «Nel giorno del solstizio d’estate e precisamente pochi minuti dopo mezzogiorno, il foro presente al centro della lastra orizzontale del dolmen, viene perfettamente illuminato dal Sole che penetra al suo interno proiettando un cerchio di luce che illumina il centro dell’ingresso».

Luoghi misteriosi: Minervino
Dolmen “Li Scusi”
Salento megalitico, a caccia di dolmen e menhir



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Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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