Pranoterapia: un caso di guarigione osservato da Melvin Morse



Melvin Morse, la sua piccola paziente Teryn e lo zio con le mani “calde”

Melvin Morse è noto per i suoi studi sulle esperienze di premorte (NDE) avute da bambini, ma ha fatto ricerche anche su altri fenomeni verificatisi in prossimità della morte.
Nel suo lavoro di pediatra ha incontrato molti bambini e certamente per una parte di loro ha dovuto diagnosticare malattie terminali per le quali non c’era alcuna speranza di miglioramento. Così è accaduto quando si scoprì che Teryn Hedlund, una neonata di due mesi, era affetta da un difetto nel metabolismo. La piccola soffriva di una variante del morbo di Wolman, una malattia genetica rara e letale dovuta ad un «accumulo continuo e incontrollato di esteri del colesterolo e di trigliceridi con conseguente danno multi organico e decesso prematuro» dovuto all’occlusione e all’inattività degli organi interessati, soprattutto il fegato. Questa patologia colpisce lattanti, bambini e adulti.

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La malattia era stata diagnosticata dai massimi esperti di malattie epatiche, dopo aver sottoposto Teryn a tutte le analisi e aver effettuato le biopsie utili per la conferma della diagnosi. Non c’erano terapie in grado di aiutarla e l’esito sarebbe stato una morte precoce. Ancora oggi, pur essendo stati proposti alcuni trattamenti, non esiste una cura per questa patologia, né è efficace il trapianto del fegato.
Morse, consapevole del dolore che avrebbe provocato, dovette informare i genitori di Teryn una vigilia di Natale. Dopo qualche giorno li incontrò di nuovo, perché la madre, convinta che la causa della malattia fosse un omogeneizzato che le dava, riteneva che cambiandolo tutto si risolvesse. Un collega a cui Morse si rivolse per chiedergli un parere, gli disse di provare pure, tanto la bambina sarebbe morta comunque.

Tuttavia, a dispetto di ciò che i medici credevano, la bambina migliorò di giorno in giorno tanto che intorno all’anno di età il «peso era tre volte quello alla nascita e la salute era complessivamente buona». Morse era meravigliato e così gli specialisti che avevano diagnosticato la malattia, i quali, dopo aver effettuato i controlli necessari, non poterono che constatare la guarigione.
In seguito, parlando con i genitori di Teryn, Morse venne a conoscenza di qualcosa che era accaduto qualche mese prima, la cui spiegazione gli venne poi fornita da un parente. Il giorno in cui Morse li aveva informati della gravità della situazione all’uomo capitò qualcosa di insolito. Ecco il suo racconto:

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Ero tornato dal lavoro verso le nove di sera. Andai in camera e mi gettai sul letto. Ero quasi addormentato, quando udii una voce che diceva: «Vai a casa di tua nipote e toccale l’addome». Mi svegliai completamente e mi guardai intorno. Non riuscivo a credere di avere udito qualcosa. Era una voce forte e insistente e pensai di alzarmi e fare quello che mi diceva, ma poi mi dissi: «Lo farò domani», e mi girai dall’altra parte. Allora la voce parlò di nuovo. Disse: «Vai stasera. Domani sarà troppo tardi».

Decise quindi di seguire ciò che gli diceva la voce e si recò a casa di Teryn, dove giunse verso le 10.

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Sebbene non si facesse vedere da molto tempo, la famiglia pensò che fosse venuto a dare appoggio morale e non trovò nulla di strano nel suo arrivo.
Chiese che gli dessero in braccio Teryn e poi la portò in un’altra stanza. La signora Hedlund domandò: «Che cosa fai?» Lui rispose: «Per favore lasciatemi solo con lei». Mise la sua mano sull’addome della bambina come la voce gli aveva detto di fare. La mano diventò sempre più calda. Lui restò lì qualche minuto poi se ne andò all’improvviso.
Più tardi raccontò la storia a suo suocero.
è possibile individuare nell’azione del cognato il motivo della guarigione di Teryn? lo sono propenso a dire di sì.

è quello che commenta Melvin Morse.
Certamente è una guarigione straordinaria quella di Teryn perché, se crediamo alle parole di Morse (e non ritengo ci sia motivo di dubitarne), fu constatata dagli specialisti che avevano diagnosticato la malattia. E nessuno mise in dubbio gli esami fatti in precedenza per scoprire ciò di cui era affetta la bambina. Sicuramente il cambiamento di alimentazione non ha potuto produrre questo risultato, perché se i medici ne avessero riscontrato l’efficacia, sarebbe già stato utilizzato per la cura di questa patologia.

Perciò lo zio fu veramente l’artefice della guarigione? Non possiamo dirlo con certezza perché a quanto risulta non furono effettuati controlli per verificare se avesse la capacità di guarire imponendo le mani come un pranoterapeuta. C’è da precisare che, come disse a Morse, l’uomo non era particolarmente interessato alla spiritualità, anzi si sentiva «più a su agio a un party che in una chiesa». Morse ritiene possibile che la guarigione sia dovuta all’imposizione delle sue mani. Nulla dimostra che non sia così, visto che le ricerche svolte da chi si è interessato di questo tipo di guarigioni sembrerebbero confermare la validità della pranoterapia.

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In ogni caso è sempre opportuno affidarsi alle cure mediche prima di rivolgersi a un pranoterapeuta soprattutto quando la malattia potrebbe avere un esito fatale. O magari affiancare i due tipi di trattamento. Certamente non nuocerebbe e potrebbe essere di aiuto da un punto di vista psicologico. Cosa, questa, da non sottovalutare. Tuttavia bisogna essere molto cauti: in questo campo quante sono le persone che si approfittano del dolore altrui per il proprio guadagno! La cronaca, purtroppo, ne è piena, perciò si deve essere molto prudenti quando si affida la propria salute a persone che non hanno una preparazione medica e mai fidarsi di chi chiede grosse cifre di denaro.

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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