Gianni Rodari: Il pulcino cosmico



Una favola pasquale

rodari-03-164Gianni (Giovanni) Rodari (1920-1980) è stato uno scrittore, un pedagogista e un giornalista molto noto per i suoi scritti rivolti ai bambini non solo in Italia ma anche all’estero. Dalla sua morte molte istituzioni hanno intitolato a suo nome parchi, scuole, biblioteche. Ha ricevuto molti riconoscimenti tra i quali, nel 1970 il Premio Hans Christian Andersen.

Ricchissima è la sua bibliografia e la favola qui riportata, inserita in Favole al telefono (ed. Einaudi), riguarda un particolare uovo pasquale. Ho voluto cogliere l’occasione dell’anniversario della sua morte, avvenuta il 14 aprile del 1980, e del periodo pasquale per ricordare questa bellissima figura. Se volete, potete ascoltare la favola letta da Paolo Rossini (video).



Il pulcino cosmico

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L’anno scorso a Pasqua, in casa del professar Tibolla, dall’uovo di cioccolata sapete cosa saltò fuori? Sorpresa: un pulcino cosmico, simile in tutto ai pulcini terrestri, ma con un berretto da capitano in testa e un’antenna della televisione sul berretto.
Il professore, la signora Luisa e i bambini fecero tutti insieme: Oh, e dopo questo oh non trovarono più parole.
Il pulcino si guardava intorno con aria malcontenta.
«Come siete indietro su questo pianeta», osservò, «qui è appena Pasqua; da noi, su Marte Ottavo, è già mercoledì».
«Di questo mese?» domandò il professar Tibolla.
«Ci mancherebbe! Mercoledì del mese venturo. Ma con gli anni siamo avanti di venticinque».
Il pulcino cosmico fece quattro passi in su e in giù per sgranchirsi le gambe, e borbottava: «Che seccatura! Che brutta seccatura».
«Cos’è che la preoccupa?» domandò la signora Luisa.
«Avete rotto l’uovo volante e io non potrò tornare su Marte Ottavo».

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«Ma noi l’uovo l’abbiamo comprato in pasticceria».
«Voi non sapete niente. Questo uovo, in realtà, è una nave spaziale, travestita da uovo di Pasqua, e io sono il suo comandante, travestito da pulcino».
«E l’equipaggio?»
«Sono io anche l’equipaggio. Ma ora sarò degradato. Mi faranno per lo meno colonnello».
«Be’, colonnello è più che capitano».
«Da voi, perché avete i gradi alla rovescia. Da noi il grado più alto è cittadino semplice. Ma lasciamo perdere. La mia missione è fallita».
«Potremmo dirle che ci dispiace, ma non sappiamo di che missione si trattava».
«Ah, non lo so nemmeno io. Io dovevo soltanto aspettare in quella vetrina finché il nostro agente segreto si fosse fatto vivo».
«Interessante» disse il professore, «avete anche degli agenti segreti sulla Terra. E se andassimo a raccontarlo alla polizia?»
«Ma sì, andate in giro a parlare di un pulcino cosmico, e vi farete ridere dietro».

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«Giusto anche questo. Allora, giacché siamo tra noi, ci dica qualcosa di più su quegli agenti segreti».
«Essi sono incaricati di individuare i terrestri che sbarcheranno su Marte Ottavo tra venticinque anni».
«È piuttosto buffo. Noi, per adesso, non sappiamo nemmeno dove si trovi Marte Ottavo».
«Lei dimentica, caro professore, che lassù siamo avanti col tempo di venticinque anni. Per esempio sappiamo già che il capitano dell’astronave terrestre che giungerà su Marte Ottavo si chiamerà Gino».
«Toh», disse il figlio maggiore del professor Tibolla, «proprio come me».
«Pura coincidenza», sentenziò il cosmopulcino. «Si chiamerà Gino e avrà trentatre anni. Dunque, in questo momento, sulla Terra, ha esattamente otto anni».
«Guarda, guarda», disse Gino, «proprio la mia età».

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«Non mi interrompere continuamente», esclamò con severità il comandante dell’uovo spaziale. «Come stavo spiegandovi, noi dobbiamo trovare questo Gino e gli altri membri dell’equipaggio futuro, per sorvegliarli, senza che se ne accorgano, e per educarli come si deve».
«Cosa, cosa?», fece il professore. «Forse noi non li educhiamo bene i nostri bambini?»
«Mica tanto. Primo, non li abituate all’idea che dovranno viaggiare tra le stelle; secondo, non insegnate loro che sono cittadini dell’universo; terzo, non insegnate loro che la parola nemico, fuori della Terra, non esiste; quarto…»
«Scusi comandante», lo interruppe la signora Luisa, «come si chiama di cognome quel vostro Gino?»
«Prego, vostro, non nostro. Si chiama Tibolla. Gino Tibolla».
«Ma sono io!» saltò su il figlio del professore. «Urrà!»
«Urrà che cosa?» esclamò la signora Luisa. «Non crederai che tuo padre e io ti permetteremo…»
Ma il pulcino cosmico era già volato in braccio a Gino.
«Urrà! Missione compiuta! Tra venticinque anni potrò tornare a casa anch’io».
«E l’uovo?» domandò con un sospiro la sorellina di Gino.
«Ma lo mangiamo subito, naturalmente».
E così fu fatto.

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Per approfondire

Gianni Rodari

Il pulcino cosmico letto da Paolo Rossini (video)

Gianni Rodari: Favole al telefono, ed. Einaudi

Gianni Rodari, le favole e i bambini (video)

Claudio Bisio legge Favole al telefono (video)

Gianni Rodari su Rainews24 (video)

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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