Gianni Rodari e gli errori nell’uso dei verbi “essere” e “avere”



Gli errori grammaticali e una storia che raffigura una realtà italiana

rodari-05Di Gianni (Giovanni) Rodari (1920-1980) – scrittore, pedagogista e giornalista – ho pubblicato in questo blog un suo racconto in occasione di una Pasqua. In questo articolo riporto un breve racconto pubblicato ne Il libro degli errori dedicato a scritti in forma di racconto o filastrocca sugli errori di ortografia e sugli errori grammaticali. Intitolato Essere e avere, ci dà uno spaccato dell’Italia degli anni della migrazione verso i paesi europei. Protagonisti sono il professor Grammaticus, personaggio di altri racconti, e alcuni operai emigrati in Germania e in Belgio. Il primo è ossessionato dagli errori grammaticali e appena può corregge i suoi interlocutori, ma parlare con quegli uomini semplici e "ignoranti" (nel senso che "non conoscono, ignorano" le regole grammaticali) gli fa capire che rispetto ad altro gli errori fatti da loro sono poca cosa.

Questo racconto, oltre che scritto con vivacità e divertente, non ha certo perso valore, soprattutto di questi tempi, in cui, anche se i personaggi e le situazioni sono diverse, la migrazione alla ricerca di un lavoro che permetta di migliorare le condizioni personali e famigliari è una realtà molto forte e complessa.

Essere e avere

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II professor Grammaticus, viaggiando in treno, ascoltava la conversazione dei suoi compagni di scompartimento. Erano operai meridionali, emigrati all’estero in cerca di lavoro: erano tornati in Italia per le elezioni, poi avevano ripreso la strada del loro esilio.
«Io ho andato in Germania nel 1958», diceva uno di loro.
«Io ho andato prima in Belgio, nelle miniere di carbone. Ma era una vita troppo dura».
Per un poco il professor Grammaticus li stette ad ascoltare in silenzio. A guardarlo bene, però, pareva una pentola in ebollizione.

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Finalmente il coperchio saltò, e il professor Grammaticus esclamò, guardando severamente i suoi compagni:
«Ho andato! Ho andato! Ecco di nuovo il benedetto vizio di tanti italiani del Sud di usare il verbo avere al posto del verbo essere. Non vi hanno insegnato a scuola che si dice: "sono andato"?»
Gli emigranti tacquero, pieni di rispetto per quel signore tanto perbene, con i capelli bianchi che gli uscivano di sotto il cappello nero.
«Il verbo andare -, continuò il professor Grammaticus, – è un verbo intransitivo, e come tale vuole l’ausiliare essere».

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Gli emigranti sospirarono. Poi uno di loro tossì per farsi coraggio e disse:
«Sarà come lei dice, signore. Lei deve aver studiato molto. Io ho fatto la seconda elementare, ma già allora dovevo guardare più alle pecore che ai libri. Il verbo andare sarà anche quella cosa che dice lei».
«Un verbo intransitivo».
«Ecco, sarà un verbo intransitivo, una cosa importantissima, non discuto. Ma a me sembra un verbo triste, molto triste. Andare a cercar lavoro in casa d’altri… Lasciare la famiglia, i bambini».

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II professor Grammaticus cominciò a balbettare.
«Certo… Veramente… Insomma, però… Comunque si dice sono andato, non ho andato. Ci vuole il verbo "essere": io sono, tu sei, egli è…»
«Eh, – disse l’emigrante, sorridendo con gentilezza, – io sono, noi siamo!… Lo sa dove siamo noi, con tutto il verbo essere e con tutto il cuore? Siamo sempre al paese, anche se abbiamo andato in Germania e in Francia. Siamo sempre là, è là che vorremmo restare, e avere belle fabbriche per lavorare, e belle case per abitare».
E guardava il professor Grammaticus con i suoi occhi buoni e puliti. E il professor Grammaticus aveva una gran voglia di darsi dei pugni in testa. E intanto borbottava tra sé: "Stupido! Stupido che non sono altro. Vado a cercare gli errori nei verbi… Ma gli errori più grossi sono nelle cose!"

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L’autore

Gianni Rodari è molto noto per i suoi scritti rivolti ai bambini non solo in Italia ma anche all’estero. Ha ricevuto molti riconoscimenti tra i quali, nel 1970 il premio Hans Christian Andersen. Ricchissima è la sua bibliografia, e anche se rivolta all’infanzia è adatta anche ad un pubblico adulto. Dalla sua morte, avvenuta nel 1980, molte istituzioni hanno intitolato a suo nome parchi, scuole, biblioteche.

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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