Una NDE (Near Death Experience) durante un’escursione in montagna



Giorgio, il sopravvissuto alla premorte

Le NDE (Near-Death Experience) sono esperienze avute da persone in assenza di coscienza, coma e altre condizioni di coscienza modificata. Solo nel 1975 con la pubblicazione di La vita oltre la vita di Raymond Moody questo fenomeno è diventato oggetto di interesse per la ricerca scientifica, pur essendoci resoconti di esso nel corso della storia dell’uomo. Da quel momento numerose sono state le pubblicazioni (libri e articoli anche su prestigiose riviste di medicina) che ne hanno parlato, aiutando chi aveva avuto una NDE a raccontarla. Infatti, prima di allora, nelle occasioni in cui avevano cercato di descriverle a chi stava loro intorno, avevano incontrato incredulità e in alcuni casi insofferenza, a causa della particolarità di queste esperienze.

Grazie al lavoro di Moody e di altri studiosi, molti hanno avuto il coraggio di parlarne non solo ai propri familiari ma anche ad estranei. Alcuni di loro, poi, hanno pubblicato la loro storia o l’hanno raccontata in occasione di incontri e convegni sull’argomento, come nel caso di Giorgio S.D.. In tale occasione, infatti, ha descritto non solo la situazione in cui si è trovato, ma anche le sensazioni provate e i pensieri formulati nel viverla, arricchendola della considerazioni che è venuto maturando una volta ritornato nel corpo fisico.

Sono un sopravvissuto alla pre-morte. Feci questa esperienza quando avevo quasi 18 anni, durante un’escursione in montagna assieme a dei compagni scouts come me. Dopo aver superato un erto ghiaione ci apprestavamo ad arrampicare una parete rocciosa. Ad un tratto l’appiglio cedette ed io mi trovai a precipitare all’indietro senza alcuna possibilità di potermi afferrare a qualcosa.

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Quel momento fu da me subito senza alcuna reazione da parte mia, quasi con rassegnazione; l’unica speranza che avevo era che la caduta terminasse nel più breve tempo possibile poiché non sapevo per quanto sarei precipitato. Quei momenti furono ricchi di sensazioni: vidi il cielo di un azzurro molto intenso, sicuramente più vivo e luminoso di quello che effettivamente era. Poi qualcosa cambiò, dall’azzurro intenso si passò ai vari colori dell’iride per concludere con l’indaco, poi il buio completo. Durante questo mutare di colori ebbi la netta sensazione di cadere all’interno di un imbuto che mi stava inghiottendo. Al momento dell’impatto con il terreno non provai alcun dolore. La mia sensazione scomparve solo per alcuni istanti, poi la riacquistai gradualmente guardandomi attorno per capire dov’ero. Una strana sensazione mi pervase come se il nucleo della mia coscienza non fosse più vincolato fermamente al mio corpo fisico. Poi mi sentii letteralmente sfilare dal basso verso l’alto, cioè dai piedi verso la testa.

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La sensazione che provai fu stupenda ed è difficile tradurla in termini verbali; provai un intensissimo senso di piacere e di felicità nonché di liberazione da un peso opprimente. L’evento si svolse con gradualità dandomi la sensazione di un fluire dolce e tenero. Avvertii che la mia coscienza stava uscendo dal mio corpo, provando un senso di indifferenza nei suoi riguardi. Dopo questo fatto incominciai a preoccuparmi seriamente chiedendomi cosa sarebbe successo e dove sarei andato. Ebbe quindi inizio una intensa esperienza introspettiva; in una sorta di visione interiore vidi tutta la mia vita passata, in una rapida sequenza di percezioni emozionali. Sembrava che passato, presente e futuro coesistessero, poiché tali emozioni riguardavano anche eventi che non erano ancora avvenuti. Non provavo lo stato d’animo conseguente ad un bilancio vero e proprio, bensì quello di uno stadio intermedio di obbligata verifica con proiezioni anche di situazioni che poi in seguito mi sarebbero effettivamente capitate.

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Ebbe a questo punto inizio la mia avventura più significativa che ancor oggi, a distanza di anni, è per me motivo di profonda riflessione. Nell’evolversi degli eventi solo in quel momento ebbi la chiara consapevolezza che quanto mi stava succedendo era fuori dal mio controllo. Ricordo in particolare di aver provato un tale attaccamento alla vita che stavo abbandonando da arrivare a delle considerazioni limite come quella di desiderare, pur di vivere in un corpo fisico, una esistenza di stenti come quella di un negretto dell’Africa; sentivo con particolare intensità questo bisogno irrefrenabile di vivere ancora all’interno di un corpo fisico. Poi mi accorsi di non essere più solo come lo ero stato solo finora, ma avvertivo la presenza di altri tre o quattro esseri intelligenti attorno a me. Erano presenze a me sconosciute, che dialogavano tra loro, e che mi consideravano con un certo rispetto. Ebbi l’impressione che questi esseri invisibili fossero un po’ degli ingenui o, se vogliamo, dei puri, per un loro evidente comportamento privo di riferimenti alla realtà umana. Non erano lì per giudicarmi su ciò che avevo fatto nella mia breve esistenza, ma solo per assolvere, nel migliore dei modi, ad un loro compito specifico di fornirmi una completa assistenza. Con loro mi intrattenni parecchio tempo, almeno così mi pare, allontanandomi però sempre più dalla dimensione umana.
Ebbi la netta consapevolezza di muovermi entro un enorme disegno, tecnicamente perfetto, che mi portava verso una mèta sicura, anche se lontana e sconosciuta. In questo frangente riconobbi come la vita fosse stata per me un dono grande, ormai perduto, e che ogni giudizio sul nostro operato venisse dato non da altri ma da noi stessi. Mi resi poi conto che nel mondo dei viventi non c’erano più posti liberi per me e che gli uomini sulla Terra riciclavano secondo un programma a me sconosciuto. Non dimentichiamo che allora avevo poco meno di 18 anni e che di reincarnazione non ne sapevo proprio nulla!
Capii che il bene e il male erano concetti insignificanti e che ogni valore estetico era di secondaria importanza; mi risultò poi chiaro che la mia unica destinazione era la piena consapevolezza del mio Io.

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Dopo queste riflessioni interiori avvisai, proveniente da non so dove, un silenzioso ma perentorio comando contrario che provocò meraviglia nei miei accompagnatori. Tra loro comunicavano continuamente ed io percepivo i loro dialoghi leggermente in ritardo, come avviene, ad esempio, nelle traduzioni simultanee.
Ricordo che uno di questi disse che era impossibile tornare indietro perché ero venuto a conoscenza di troppe cose. Un secondo disse che mi ero troppo espanso, che avevo cioè raggiunto già una sostanziale modificazione. Un terzo, per rimediare a ciò, propose un trattamento di memorizzazione veloce facendo però presente che questo non sempre è efficace. Queste parole le ricordo perfettamente ancor oggi, loro malgrado.
Poi avvenne il ritorno veloce nel mio corpo seguendo traiettorie spiraliformi. Avvertii un dolore terribile nel momento del rientro dalla parte della testa come se fossi stato compresso dentro una corazza per me troppo piccola. Ricordo, infine, molto bene che quando riaprii gli occhi provai una sensazione indimenticabile per il mio ritorno alla vita. [Nota]

Dopo il ritorno nel loro corpo, l’atteggiamento di Giorgio nei confronti della vita, ma soprattutto della morte, ha subito una notevole trasformazione. Conseguenza comune in chi ha vissuto una NDE, così come non è raro il rimpianto di aver lasciato un luogo così «pieno di amore e libertà e immensa Luce, per tornare nel mio soffocante corpo limitato».

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Nota – da AA.VV.: Verso la scienza dello spirito, ed. Mediterranee, Roma 1991.

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Glossario

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Michèle e la sua esperienza di premorte su… Giove

Raymond Moody e le NDE (Near-Death Experience)

Raymond Moody: una vita dedicata alla ricerca sulla morte

Gli infiniti spazi della mente – 19º Congresso sulle Esperienze di Confine

Per approfondire

Moody Raymond A.

  • Nuove ipotesi su La vita oltre la vita, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1978, pagg. 132
  • La vita oltre la vita. Studi e rivelazioni sul fenomeno della sopravvivenza, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1982, pagg. 160
  • La vita oltre la vita e nuove ipotesi. Studi e rivelazioni sul fenomeno della sopravvivenza, Edizioni CDE, Milano 1989, pagg. 294
  • La luce oltre la vita, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1989, pagg. 185
  • L’ultimo sorriso. Un nuovo sorprendente sviluppo negli studi della vita oltre la morte, Mondadori Editore, Milano 2001, pagg. 235

Facco Enrico: Esperienze di premorte. Scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisica, Edizioni Altravista, 2010

International Association for Near-Death Studies (IANDS)

Sito ufficiale di Raymond Moody

Carlos Alvarado: "On the use of the term parapsychology in 1887"

Cosa è la parapsicologia breve video di Cal Cooper (in inglese)

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Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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