Luci insolite nella vita di santi, mistici e devoti


Luci insolite nella vita di santi e mistici

san-carlo-borromeo-179Luci insolite sono state viste sprigionarsi da santi, mistici o persone particolarmente devote. L’agiografia riporta in tal senso alcuni casi per i quali le testimonianze non mancano.
È accaduto che in occasione della nascita di alcuni santi sono apparse delle luci, come per quella di san Carlo Borromeo (1538-1584) e di san Francesco da Paola (1416-1507).
Nel 1606, durante il processo di canonizzazione di Carlo Borromeo, alcuni suoi concittadini hanno parlato di uno «splendore notabilissimo apparso avanti giorno sopra la Rocca [Carlo nacque nella Rocca di Arona sul lago Maggiore] nel tempo del nascimento di san Carlo». Fatto testimoniato da altri: «Due ore prima dell’alba del 2 ottobre 1538, – narrarono con giuramento alcuni soldati di guardia alla Rocca, una fascia luminosa apparve improvvisamente tra la Torretta e la Porta del Falcone e avvolse la camera dei tre laghi ove Margherita de’ Medici in quell’ora dava alla luce Carlo».
Invece, poco prima della nascita di Francesco da Paola – evento già ritenuto "miracoloso" perché i genitori, secondo i resoconti, erano in età avanzata – sulla sua casa si sono viste volteggiare lingue di fuoco.

san-francesco-di-sales-285Diverse persone, poi, hanno dichiarato di aver visto una luce irradiarsi dal volto di alcuni santi, allorché erano intenti a celebrare funzioni religiose, a pregare o a predicare.
Alcuni hanno raccontato che san Francesco di Sales (1567-1622) «un giorno…, dopo aver spiegato al popolo i dieci comandamenti, diresse una preghiera a Dio alla fine del suo sermone, tutti gli astanti lo videro circondato di luce, sicché nol potevano più riconoscere». Un’ulteriore testimonianza ha riferito che «una volta mentre stava in orazione, lo Spirito Santo in forma di fuoco riempì la di lui camera, circondando tutta la sua persona».
Invece, mentre «sant’Ignazio di Loyola [1491-1556] ascoltava con grande attenzione un predicatore a Barcellona, la sua testa si illuminò». Una donna di Siena che ha seguito per vent’anni sant’Ambrogio (339 o 340-397) nelle sue predicazioni ha detto che ogni volta «vedeva un raggio di luce che scendendo di subito dal cielo si posava sul capo di lui. Poi, alla fine della predica, allorché recitava il simbolo in mezzo al popolo, vedeva questo raggio ritornare a poco a poco al cielo sino a che dispariva del tutto”.

Certo, tutte (o quasi) le vite dei santi sono caratterizzate da fenomeni insoliti, prodigi e presagi, alcuni indubbiamente veri, altri probabilmente alimentati dalla devozione dei fedeli. Vero è che i primi non sempre sono razionalmente spiegabili e verificabili, seppur interessanti, sono da ritenersi aneddotici e come tali li presento.
Se ciò che fin qui ho riferito non è stato possibile analizzarlo compiutamente e quindi dargli una plausibile spiegazione, anche il caso della cosiddetta donna di Pirano, nonostante le ricerche fatte, rimane a tutt’oggi un mistero.

La donna luminosa di Pirano

Nel mese di marzo del 1934 un insolito fenomeno luminoso destò l’attenzione del mondo scientifico e occupò per un certo tempo le pagine dei quotidiani: alcune persone avevano potuto osservare un fascio luminoso provenire dal torace di una donna ricoverata all’ospedale di Pirano (oggi in territorio sloveno, allora faceva parte di quello italiano). Anna Monaro – questo il nome della donna -, moglie di un pescatore e madre di numerosi figli, aveva interesse per la famiglia e per la religione, di cui con fede intensa seguiva le indicazioni e proprio in quel periodo, in cui cadeva la Quaresima, praticava il digiuno.

donna-piranoIl fascio di luce che proveniva da lei e che le illuminava il volto fu visto per la prima volta dalle donne che con lei erano ricoverate e da una suora che la vegliava. La religiosa avvertì il Direttore dell’ospedale che nelle sere successive volle accertarsi di persona del fenomeno. Il medico poté osservare che l’emanazione della luce era preceduta da un sospiro e da un flebile lamento e variava di intensità, durata e colore, come constatarono altri testimoni aggiuntisi nel frattempo. Fra loro c’erano medici dell’ospedale e personalità del mondo scientifico provenienti da varie parti e sembra che il caso interessò anche Marconi. Essendo stato verificato che era un fenomeno genuino al Consiglio nazionale delle ricerche si pensò di sottoporre la donna a dei controlli fisiologici accurati. Così Anna Monaro fu trasferita nella clinica neuropsichica dell’università di Roma, dove rimase per più di quaranta giorni. Molte furono le osservazioni fatte, ma nessuno poté testimoniare di aver visto la luce. Il caso rimaneva irrisolto, perché gli studiosi che redassero il resoconto dello studio su di lei affermarono di non potersi pronunciare sul fenomeno luminoso.

Peccato che a Roma non sia stato osservato il fenomeno, sicuramente verificatosi a Pirano, visto il numero delle persone coinvolte. Allucinazione collettiva, fenomeno reale dovuto a qualche sostanza che si è irradiata dal corpo di Anna? Purtroppo non lo potremo mai verificare.

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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