Sacra di san Michele della Chiusa: luogo di forza e di misteri



Il fascino di un’abbazia ricca di simboli

Hisilicon BalongFinalmente in un weekend ottobrino ho coronato una parte di un mio sogno: andare a visitare la sacra di San Michele Arcangelo in Piemonte, all’imbocco della Val di Susa, vicinissima ad Avigliana. Ebbene, per concludere la visita di tutti e sette i santuari dedicati al cosiddetto Guerriero di Luce, san Michele, me ne mancano solo tre, i più distanti dall’Italia. Infatti negli ultimi venti anni ho visitato Mont St. Michel in Normandia, il santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo del Gargano (in provincia di Foggia), St. Michael’s Mount a Marazion di Penzance in Cornovaglia e oggi la Sacra.
Tutti questi sette santuari, monasteri e abbazie si trovano, come molti sapranno, su una misteriosa linea (perfettamente!) retta ed energetica che li congiunge a partire dall’estremo nord-ovest in Irlanda sino al sud-est in Israele. Rientrano tutti in quei siti misteriosi ed energetici che vengono spesso chiamati luoghi di forza, come la svizzero-tedesca grotta di Würenlos, di cui ho parlato in altro post (v.).

La Sacra come luogo di forza

img_20191011_210653-112Apro subito una parentesi esplicativa e necessaria: alcuni luoghi vengono detti di forza perché, a parere di molti, emanano un’energia particolare. Sono punti della Terra in cui sarebbero presenti vibrazioni energetiche particolarmente forti, sebbene sottili. Si trovano ovunque, ma pare che nelle zone di montagna tendano a concentrarsi più che in pianura o in riva ai mari; esempi tipici sono le cascate, le pareti di roccia, le grotte, i grandi alberi, le chiese antiche, per citarne solo alcuni.
Il rilevamento delle vibrazioni viene solitamente effettuato con un pendolino da radioestesista e quantificato con la scala o biometro Bovis, dal nome dell’ingegnere francese che la ideò. L’unità di misura è definita UB, cioè Unità Bovis, e corrisponde all’Ångström, una unità per misure di lunghezze d’onda non molto utilizzata in ambito scientifico, perché non ufficialmente riconosciuta.

altare-maggiore-ritagliata-193Poiché siamo nell’ambito di una scienza di confine, non esistono ancora metodi approvati dalla scienza ufficiale per la misurazione di queste vibrazioni sottili, perciò alcuni suggeriscono di non chiamarle misurazioni, ma semplicemente test. Secondo la scienza, infatti, esse in realtà non esistono, e fanno solo parte di un mondo a lei estraneo, quello esoterico.
Non tutti percepiscono l’energia di questi luoghi e chi lo fa, prova sensazioni sempre molto personali e soggettive. Io sono tra queste persone, perché ho avvertito delle sensazioni particolari. Per questo ho voluto provare a misurare le vibrazioni, ed in particolare nei pressi dell’altare maggiore dove le vibrazioni hanno raggiunto i 18mila Bovis. (e oltre nella navata centrale; in NOTA vedi le mie considerazioni) Analogamente, visitando il Santuario di San Luca di Bologna in alcuni punti o la citata grotta di Würenlos di Emma Kunz ho riscontrato su di me una tachicardia parossistica e una sudorazione accentuata. Chi considera vera la realtà di questi luoghi di forza, non li associa sempre alla religione o alla fede, ma spesso li ritiene ideali per recuperare energie o come fonte di ispirazione.



I "misteri" della Sacra

Il nome

affresco-della-leggenda-della-costruzione-367Il primo mistero è legato al nome dell’abbazia. Il motivo per cui la Sacra di San Michele è stata appunto chiamata Sacra pare che debba ricondursi alle modalità inusuali e magiche della sua consacrazione avvenuta all’incirca nell’anno 1000. Secondo la storia, il vescovo di Torino, chiamato per consacrare l’abbazia dall’eremita Giovanni Vincenzo poi fatto santo (edificatore e fondatore della Sacra tra il 983 e il 987 d.C.), arrivò alle falde del monte Pirchiriano dove sostò una notte in attesa della celebrazione ufficiale di consacrazione la mattina successiva.

monte-caprasio-145Nella notte venne però svegliato da forti grida di spavento e allo stesso tempo di ammirazione, perché sulla cima del monte una fortissima luce, fuoco e fiamme illuminavano l’abside. Oltretutto, il vescovo stesso vide l’altare sollevato verso l’alto in una esplosione di luce misteriosa. Si racconta che il religioso abbandonò subito quel luogo affermando che la sua presenza fosse inutile, perché l’abbazia era già stata consacrata "dall’Alto" dagli angeli di San Michele e da Dio. Pertanto, il termine Sacra deriverebbe dal fatto di essere forse l’unica chiesa al mondo non consacrata dal clero, ma direttamente dal regno spirituale.
Un’altra leggenda dice che san Vincenzo voleva costruire una piccola chiesa dedicata a san Michele sul monte Caprasio, posto sul versante settentrionale della valle di fronte al Pirchiriano. Tuttavia angeli e colombe trasportarono le assi di legno utili alla sua costruzione sulla cima del Pirchiriano, luogo ideale per la sua collocazione.

Il monte Pirchiriano

abbazia_sacra_di_san_michele-356Un altro mistero riguarda il monte Pirchiriano (mt 962 slm), sulla cima del quale sorge proprio l’abbazia. A tale proposito alla base di una colonna-pilastro della navata centrale sporge per 15 cm la punta della cima sulla quale venne magicamente eretta (vedi foto nel paragrafo successivo.
In antichità la vetta rocciosa della montagna sbucava dalla vegetazione rigogliosa di un ambiente selvaggio circondato da fittissimi boschi dove vivevano indisturbati diversi animali (il cervo, l’orso, il lupo e il cinghiale). Come oggi dominava la vallata della Dora Riparia con una veduta stupenda. Per questa posizione privilegiata e per la sua forma svettante si ritiene che il monte sia stato scelto come luogo di antico culto druidico da parte dei primi abitanti della valle, i Liguri e i Celti e più tardi i Romani. Porcarianus, cioè monte dei porci era l’antico nome del Pirchiriano e come noto il cinghiale (porco selvatico) era l’animale "totemico" dei sacerdoti Druidi.
Vi è anche un’altra etimologia – ugualmente valida e forse complementare – che vuole attribuire al termine "pirchiriano" il significato di monte del Fuoco Divino.

La cima del monte

Hisilicon BalongIl luogo sacro per eccellenza di tutta la chiesa sembra essere la cima di roccia – la punta originale del monte Pirchiriano – che ancora oggi si può ammirare, come abbiamo detto poc’anzi, ai piedi di un’enorme colonna della navata centrale. Infatti il conservare all’interno di un santuario una cima in roccia viva ha un significato simbolico e uno energetico. Simbolico, poiché significa conservare all’interno di un manufatto umano di un luogo di culto un’opera divina della Natura (della Dea Madre). Energetico, perché il luogo in questione è una perfetta fusione, congiunzione e armonia di due energie: quella maschile che scende dall’Alto e quella femminile che sale dal basso, cioè dalla Terra.


La Linea di san Michele

La cosiddetta Linea di san Michele – una misteriosa linea immaginaria che unisce sette tra monasteri, abbazie, chiese e santuari dall’Irlanda fino a Israele – è solo una coincidenza? Sono sette santuari lontanissimi tra loro, eppure perfettamente allineati, tutti dedicati al Guerriero di Luce/san Michele, manufatti umani che hanno minimo mille anni (ai tempi non esisteva per esempio Google Earth per collegarli virtualmente e costruirli sulle esatte coordinate geografiche!). In particolare la Sacra è equidistante – sulla stessa linea retta, ripeto – sia da Mont. St. Michel in Normandia che da Monte sant’Angelo in Puglia, cioè 1000 chilometri! La Linea è, secondo la leggenda, il colpo di spada che il Santo inflisse al Diavolo per rimandarlo all’inferno. Inoltre la Linea è perfettamente allineata con il tramonto del sole nel giorno del solstizio d’Estate.

In complesso i sette siti da ovest a est sono:

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  1. Skellig Michael su un’isoletta deserta e rocciosa di un piccolo arcipelago atlantico, oasi protetta inavvicinabile, al largo delle coste occidentali irlandesi. Skellig in gaelico significa roccia.
  2. Saint Michael’s Mount, in Cornovaglia, Inghilterra.
  3. Mont St. Michel in Normandia, Francia del nord.
  4. La Sacra di san Michele di Val di Susa.
  5. Il santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano, Foggia.
  6. Il Monastero di Symi sull’omonima isoletta greca del Dodecaneso di fronte alle coste turche, vicino a Rodi. In questo monastero è conservata un’effigie del Santo, alta tre metri, una delle più grandi esistenti al mondo.
  7. Il Monastero del Monte Carmelo ad Haifa, Israele.


img_20191011_212657-267Il racconto di questa visita molto particolare e affascinante (la visione anche in notturna della Sacra tutta illuminata sulla cima del monte Pirchiriano lascia esterrefatti) si conclude, ma per ogni necessità anche logistica e turistica sono a completa disposizione degli amici del sito e pagina Facebook "Magicamente Colibrì" che volessero visitarla, per ulteriori suggerimenti anche sull’area circostante.


METADATA-STARTNOTA – Prova con il pendolino radioestesico
Ovviamente le oscillazioni (solo le iniziali soprattutto) del pendolo risentono della naturale fisiologia dello sperimentatore perché è impossibile mantenere gli arti superiori interessati, la mano e le dita – di solito pollice e indice – completamente immobili a perpendicolo sull’area da esaminare/verificare. Continuando l’esperimento sarà lo stesso pendolo con il suo movimento rotatorio o longitudinale ad esprimere una forza che si trasferisce sulle membra dello sperimentatore. Dopo pochi secondi il pendolo comincia a roteare vorticosamente muovendo la mano e non il contrario. Ciò detto per gli eventuali scettici. Naturalmente, nella stessa giornata, come contro prova ho fatto il test in altre due note abbazie/chiese della Val di Susa, ma il pendolino – quindi per assenza di vibrazioni energetiche – non si muoveva affatto: le altre due chiese sono l’Abbazia della Novalesa, sopra Susa e sotto il Moncenisio e la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, splendida abbazia in gotico piemontese nelle vicinanze di Avigliana.
È quasi da escludere anche una certa forma di psichismo che possa influenzare il movimento del pendolo perché l’esperimento deve essere sempre preceduto da istanti di rilassamento mentale.

Il luogo

Sacra di san Michele, località Chiusa di san Michele, frazione di sant’Ambrogio di Torino, inizio della Val di Susa, vicino ad Avigliana. Per raggiungerla in auto da Milano è tutta autostrada: A4-A55 Tang. Torino – A32 uscita Avigliana (170 km da Milano).

Per approfondire

Sacra di san Michele

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About The Author

Fabrizio

Sessantatre anni, milanese con origini paterne toscane, liceo scientifico e studi giuridici all’università, gioiosamente sposato da quarantuno anni e felice nonno di tre nipotine. Multitasking per interessi e passioni “normalissime” come musica, lettere, escatologia, spiritualità, ricerca parapsicologica. Impegnato sin da giovane (1971) nello studio ed esperienze di argomenti esoterici e border-line, grazie all’iniziazione di un grande uomo, colui che sarebbe diventato mio suocero. Entusiasta della vita, di qualsiasi vita, in tutti i suoi aspetti fisici e soprattutto spirituali.

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