Philippe Daverio e l’Europa



Philippe Daverio: Quattro conversazioni sull’Europa

daverio-europa-107Vorrei consigliarvi senza problemi questo bel libro (bello anche per la grafica, la carta, le illustrazioni, la rilegatura) per una lettura cosiddetta da spiaggia. Non lo dico con valenza negativa, come spesso si attribuisce a un certo tipo di prodotto editoriale, bensì con una potenzialità intrinseca che lega questo libro magari ai tanti turisti europei che vi passeranno di fronte mentre lo leggerete e che sono la prova verificata della sostanza reale dell’europeità lontana dalle conflittuali politiche socioeconomiche.

daverio-01-117Un grandissimo pregio di Philippe Daverio, come in passato fu per Indro Montanelli per la storia d’Italia e Luciano De Crescenzo per la filosofia, è quello di essere riuscito a fornire notizie sull’Europa in maniera molto abile con la sua scrittura limpida, soave, leggera, oserei, anche molto esilarante (ma non per questo non impegnata e preparata assai dal punto di vista storiografico), con il sorriso sornione sulle labbra e l’aria paciosa da vero anticonformista. Altro suo merito è di aver trattato una materia non facile e forse ostica da digerire – specie in questo attuale teatro di sfide tra sovranisti ed europeisti – senza retorica e senza orpelli intellettualoidi.

europa-256Giusto un sintetico cenno al contenuto e struttura del volume. Sono quattro conversazioni frutto di conferenze tenute in uno storico teatro milanese raccolte qui con stile volutamente mantenuto in parte colloquiale e simil-parlato da talkshow e in parte canonico per un testo scritto sui temi (la prima) del sogno europeo, (la seconda) sul Medioevo embrione dell’Europa odierna, (la terza) sul Settecento illuminista e molto "allegro" (in tutti i sensi) come lo definisce l’autore, (la quarta, molto divertente) sulla Babele europea propaggine d’Asia con un comun denominatore molto conviviale, infatti questa conversazione è intitolata In Vino Veritas, in Cibo sanitas. Insomma una passeggiata originale e culturale sulla idea di Europa proposta dall’autore con maestria e bravura.

Per concludere e suscitare la curiosità di leggere quest’opera, riporto alcuni paragrafi iniziali della quarta conversazione in cui – tra il serio e il faceto – l’autore, rilevando che, pur nella loro diversità, le lingue europee hanno una parola in comune, propone di utilizzarla nell’«incipit d’una utile Costituzione delle Regioni d’Europa».

vino-02-170Gli italiani a quanto pare fanno fatica ad andare d’accordo fra di loro perché usano troppi dialetti diversi e leggono Manzoni e Dante con troppi accenti diversi. Gli europei dal canto loro a quanto pare fanno fatica ad andare d’accordo perché parlano troppe lingue diverse. La mia modesta proposta è di porre come incipit d’una utile Costituzione delle Regioni d’Europa la seguente dicitura: «L’Europa è la penisola occidentale del continente asiatico fondata sul vino».
Infatti c’è una parola condivisa da tutte le lingue europee, sia di derivazione greco-latina sia di ceppo germanico e sassone e persino da quella misteriosa origine slava: il termine "vino".
Il vino si diffonde in parallelo con la diffusione della cristianità, ma garba pure al mondo ebraico dal quale il Nazareno discendeva. E anche il profeta dal quale nacque l’Islam non era contrario al suo consumo, ma solo a quello smodato che porta all’inebriamento.

Il libro

Philippe Daverio: Quattro conversazioni sull’Europa, ed. Rizzoli, 2019

L’ autore

Philippe Daverio (1949-): nasce a Mulhouse in Alsazia in una famiglia benestante, figlio di un italiano e di un’alsaziana, ma di cultura franco-tedesca come è caratteristica di quella regione di confine, storicamente e culturalmente contesa tra Francia e Germania. Nel suo sangue scorre anche plasma mitteleuropeo e aristocratico. Vive a Milano. Non si è mai laureato sebbene abbia dato tutti gli esami alla Bocconi di Milano, e tuttavia è stato docente alla Università di Palermo e allo IULM di Milano. Noto e famoso gallerista milanese (ma ha una gallery anche a New York), critico e storico dell’arte tra i più famosi d’Italia, antropologo culturale, scrittore, saggista, giornalista e direttore della rivista Art e Dossier, è inoltre autore e conduttore di programmi televisivi come il noto "Passepartout". Ha avuto esperienze pubbliche e politiche come assessore alla cultura a Milano negli anni ’90 e a Salemi (Sicilia). Ha pubblicato numerosi best seller soprattutto con le case editrici Rizzoli e Skira (specializzata in libri d’arte).
Nulla si sa della sua vita privata di cui è giustamente molto geloso, veste in modo molto particolare ed eccentrico (direi quasi in stile ottocentesco) e si è creato un vero personaggio sfruttando appunto il suo originale look e il timbro vocale molto caratteristico e potente.
Si definisce «Europeo per nascita e vocazione e cresciuto al crocevia tra Italia, Svizzera, Germania e Francia».

Per approfondire

Video della presentazione del libro al Salone del Libro di Torino 2019, fatta da Philippe Daverio stesso con la valida e insolita spalla Shel Shapiro: una simpatica lectio magistralis sull’arte della videocomunicazione a doppia voce.

I video delle conferenze sull’Europa tenute al Teatro Carcano di Milano

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About The Author

Fabrizio

Sessantatre anni, milanese con origini paterne toscane, liceo scientifico e studi giuridici all’università, gioiosamente sposato da quarantuno anni e felice nonno di tre nipotine. Multitasking per interessi e passioni “normalissime” come musica, lettere, escatologia, spiritualità, ricerca parapsicologica. Impegnato sin da giovane (1971) nello studio ed esperienze di argomenti esoterici e border-line, grazie all’iniziazione di un grande uomo, colui che sarebbe diventato mio suocero. Entusiasta della vita, di qualsiasi vita, in tutti i suoi aspetti fisici e soprattutto spirituali.

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