Kempis – Noi, gli altri e la nostra crescita spirituale



Pur essendo solo, ognuno di noi deve rapportarsi agli altri

Kempis, una delle entità manifestatesi al Cerchio Firenze 77 grazie alla medianità di Roberto Setti, in più di un’occasione ha parlato del nostro rapporto con gli altri. Qui propongo due brani tratti da comunicazioni diverse che riguardano l’uno la vita nel Cosmo, l’altro il rapporto tra vita macrocosmica e vita microcosmica. In questo periodo storico mi sembrano quanto mai opportuni, in particolare il secondo. Ritengo, inoltre, che forniscano, oltre che materia su cui riflettere, un punto di vista diverso per i problemi che la nostra società deve affrontare. E come sempre, sono discorsi molto appropriati, indipendentemente dalla fonte che li ha originati. Tutti noi nel fare le nostre esperienze siamo soli, perché nessuno può viverle al nostro posto (v.). Tuttavia tutti abbiamo bisogno degli altri per completarle e per proseguire lungo la strada della Conoscenza, perché senza di loro la nostra vita sarebbe più povera. Certamente ci sono momenti in cui la solitudine, anche fisica, è necessaria e indispensabile, ma è il confronto con gli altri che ci fa maturare. Basta poco: anche un solo gesto o una sola parola da parte loro può contribuire a ciò. E facciamo attenzione: anche noi facciamo parte degli “altri” e come loro contribuiscono alla nostra crescita, così noi contribuiamo alla loro.
Questi brani si riferiscono alla vita individuale, ma possono essere associati ad altri che parlano delle responsabilità del singolo nella società e altro ancora (v. post correlati)

Tu come ogni essere…

cosmea-01-333Tu come ogni essere sei in seno alla divina, unica esistenza, ed è irrazionale che ti senta abbandonato. Irrazionali sono le tue paure e il non sentirti amato.
La tua esistenza non è un fatto casuale e tu non sei abbandonato a te stesso.
Gli affanni che ti amareggiano sono la conseguenza di un tuo modo errato di porti nella realtà, e mirano ad indirizzarti diversamente.
Se ti senti incompreso è perché, a tua volta, non comprendi. Se ti senti rifiutato è perché rifiuti, se non altro, il fatto che gli altri sono diversi da te e quindi possono non condividere il tuo modo di essere. è un errore pensare che gli altri ti debbano particolari attenzioni e cure, che spetti a loro comprenderti e stimarti.
L’illustrazione della Realtà che facciamo mostra come ogni essere sia importante, ma lo è in eguale misura ed è quindi errato tanto sentirsi reietti quanto meritevoli di privilegi.

cosmea-04-250A te sono dette queste cose perché il tuo dovere è viverle, esigere non solo i tuoi diritti – magari inventandone dei nuovi – ma adempiere i tuoi doveri che sono anche quelli di stabilire con gli altri un nuovo e diverso tipo di relazione.
L’uomo non è fatto per rimanere chiuso nel suo punto di vista, ma il suo senso del trascorrere e del divenire della realtà ha proprio lo scopo di non fargli ritenere insuperabili le sue opinioni: perché, per quanto precise possano essere le sue concezioni, sono sempre opinioni.
La Realtà è così vasta che l’uomo non potrà mai ricomprenderla in un sistema ideato nella sua limitazione di essere limitato e quindi relativo.
Perché rendere necessaria l’azione correttrice del dolore per comprendere tutto questo? Perché rifiutare ciò che solo può darvi chiarezza e serenità? La comprensione e quindi la partecipazione di te stesso sono lo scopo per il quale sei stimolato dai fatti della vita.
Trova in te stesso lo stimolo e la volontà, e tutto ti sarà meno angoscioso e più sereno.

Anche solo guardando…

cosmea-05-333Anche solo guardando il mondo fisico si scopre la coesistenza di un numero altissimo di forme di vita che cooperano o si combattono; ma nell’uno o nell’altro caso è dalla vicinanza, dalla comune esperienza, che si produce quel miracolo della manifestazione della coscienza, sia essa solo sensazione o sentimento del bene e del male liberamente scelto. La reciproca dipendenza, che dà un retaggio di reciproco arricchimento, cementa le molteplici e innumerevoli forme di vita in un solo unitario organismo in cui l’esistenza di ciascuno non serve mai solo a se stesso.
Il più recente esempio che possiamo fare con quello che vi abbiamo detto lo possiamo prendere dalla vita del vostro corpo, che non serve solo alla vostra evoluzione individuale, ma serve anche alla manifestazione di forme di vita più semplici, le quali manifestano forme di coscienza più elementari. A tacere poi di quello che voi, come individui, portate, consciamente o no, nella vita dei vostri simili.
Allora nuovamente torna la riflessione: che senso ha credersi non bisognosi degli altri, a loro superiori e rifiutarli quando, nostro malgrado, per nostra fortuna, non possiamo isolarci, disgiungerci gli uni dagli altri?

cosmea-06-250Se questa è la realtà, perché non prenderne coscienza?, scoprirne tutto il meraviglioso intreccio che congiunge in un abbraccio tutti gli esseri?
Perché sentire estranee a sé le creature che sono di se stessi complemento? Invero un simile atteggiamento, oltre che essere innaturale, è illogico. Perciò, rendetevi consapevoli della meravigliosa Realtà in cui esistiamo; deponete ogni motivo di isolamento, separazione; considerate ogni essere una parte di voi stessi perché, con la sua vita, contribuisce alla manifestazione della vostra coscienza, intesa quanto meno come coscienza di esistere, quindi contribuisce al vostro sentirvi di essere, alla vostra esistenza; e considerate voi stessi quali unità di una molteplicità il cui dovere non è quello di asservire gli altri a sé, bensì quello di essere strumenti della loro evoluzione.

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Per approfondire

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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