Bilocazione o sdoppiamento del corpo


Quando il corpo fisico è visto in due luoghi diversi e distanti tra loro

schiavonetti_soul_leaving_body_1808-218Bilocazione per definizione indica la presenza contemporanea di un corpo in due luoghi diversi. Un tempo questo termine era utilizzato nell’aneddotica religiosa in cui i protagonisti erano i santi, mentre oggi i protagonisti sono perlopiù persone comuni. Inoltre si preferisce parlare di esperienza fuori dal corpo (OBEOut of Body Experience) o di viaggio astrale.
Queste esperienze sono uno degli argomenti di cui si occupa la ricerca psichica e interpretati secondo due punti di vista. Uno è quello spiritista che ritiene che oltre al corpo fisico esista un corpo eterico o astrale [termine che utilizzerò anch’io in questo scritto], che in certe condizioni può distaccarsi dal primo. Il secondo è quello scientifico che sostiene che il fenomeno potrebbe essere legato a facoltà telepatiche o chiaroveggenti o spiegabile da un punto di vista neurofisiologico.

ernesto_bozzano-165Uno dei primi studiosi ad analizzare casi di bilocazione è stato Ernesto Bozzano che proprio sull’argomento ha scritto un libro (v.), pubblicato nel 1934, e oggi riproposto in una nuova edizione che, a prescindere dalle ipotesi suggerite dall’autore, è meritevole di attenzione (Nota). Lo studioso genovese ritiene che ci sia un corpo eterico che possa staccarsi dal corpo fisico, che sia dotato di una sua coscienza e che possieda un cervello eterico analogo al suo omologo materiale. Inoltre, nel cervello eterico, secondo il suo pensiero, risiederebbero i corrispettivi psichici delle facoltà subcoscienti del corpo materiale, e cioè le facoltà supernormali, che rendono conto di fenomeni come la telepatia, la chiaroveggenza e, per l’appunto, la bilocazione. Verificando che la bilocazione è interpretabile attraverso l’esistenza del corpo eterico, Bozzano dimostra che esiste un corpo spirituale e che la sopravvivenza al corpo fisico è reale.
Ernesto Bozzano suddivide il fenomeno della bilocazione in quattro categorie in base alle modalità con cui si manifesta. Nella prima inserisce i casi del cosiddetto arto fantasma, che consiste nell’avvertire la reale presenza di un arto dopo che questo sia stato amputato. Nella seconda considera quelli in cui il soggetto vede il suo doppio, mentre nella terza quelli in cui il soggetto si vede al di fuori del proprio corpo fisico. Infine, nella quarta raccoglie i casi in cui il doppio è visto solo da terze persone.

corpo_astrale-238Lo studioso genovese esamina la bilocazione nella sua complessità, al contrario di quanto oggi stanno facendo i ricercatori. Alcuni di loro, infatti, cercano di indurla sperimentalmente con varie tecniche per ricreare le condizioni della terza categoria di Bozzano; altri, invece, l’analizzano come caratteristica di fenomeni più complessi, come le esperienze in prossimità della morte (NDENear Death Experience). Altri ancora la indagano nell’ambito delle cosiddette apparizioni al letto di morte.
Nelle prime tre categorie considerate da Ernesto Bozzano protagonista dell’esperienza è il soggetto che vive l’esperienza extra-corporea (attivamente o passivamente), mentre nella quarta i protagonisti sono coloro che vedono il doppio del soggetto.
Sono tutte degne di attenzione, ma in questo articolo desidero riportare alcuni esempi che rientrano nella quarta categoria dello studioso, nella quale, ricordo, sono stati inseriti casi in cui il doppio è stato visto da una o più persone. Da notare che due di questi racconti fanno pensare che il doppio abbia una certa consistenza fisica, perché interagisce con terze persone, parlandole, o tocca degli oggetti. In molti casi ciò non accade e non sono pochi quelli in cui il corpo eterico, oltre ad avere uno sguardo assente, non sembra rendersi conto del contesto in cui si muove. Inoltre, talvolta chi vive in prima persona lo sdoppiamento, cioè chi racconta di essersi trovato fuori dal suo corpo materiale, dice di aver provato, per esempio, ad aprire una porta o toccare qualche oggetto, senza riuscirvi. Queste osservazioni per far comprendere la complessità dei fattori che si devono prendere in considerazione per formulare ipotesi sul fenomeno della bilocazione.

Le bilocazioni di padre Pio e di sant’Alfonso de’ Liguori

padre-pio-143Spesso episodi di vita dei santi sono descritti per esaltare le loro virtù e quindi è possibile che alcuni siano stati alterati nel corso tempo. Potrebbe essere il caso di padre Pio (1887-1968) che nello scorso secolo ha affascinato molte persone e tanti sono gli aneddoti su di lui.
Infatti numerose sono le testimonianze di coloro che lo hanno visto in luoghi diversi e partecipare a funzioni religiose in paesi esteri dove mai si era recato. Non risulta, infatti, che si sia mai allontanato dal suo convento. In alcune occasioni fu visto anche oltre oceano, come a Montevideo, capitale dell’Uruguay. Lì viveva monsignor Damiani, uno dei suoi fedeli, a cui padre Pio aveva promesso che sarebbe stato presente alla sua morte. Dopo alcuni anni, «Nel 1942 l’Arcivescovo di Montevideo fu chiamato da un padre cappuccino al capezzale del Damiani morente. Là trovò un pezzo di carta con su scritto "Padre Pio è venuto". Alcuni anni più tardi l’Arcivescovo incontrò padre Pio e lo riconobbe come il cappuccino da cui aveva saputo che il Damiani stava morendo».

alfonso_maria_de_liguori-131Anche alcuni racconti su sant’Alfonso de’ Liguori (1696-1787) potrebbero essere stati fatti per esaltare le sue virtù, ma quello che segue è stato confermato dai testimoni.
Nel 1774 sant’Alfonso, ormai anziano, si trovava in un convento di Sant’Agata dei Goti, cittadina di cui era stato vescovo. La mattina del 21 settembre di quell’anno, dopo aver celebrato messa, fu visto nella sua cella seduto su una sedia in uno stato catalettico. Rimase così parecchie ore e fu osservato da vari confratelli, che, non sapendo di cosa si trattasse, non osarono avvicinarsi. Quando si ridestò e chiamò qualcuno con un campanello, accorsero tutti e gli chiesero cosa fosse accaduto. Sant’Alfonso dichiarò di essere stato a pregare presso il capezzale di papa Clemente XIV perché morente. I confratelli pensarono che fosse stato solo un sogno, ma qualche tempo dopo ricevettero la notizia che il papa era morto il 22 settembre alle ore 13. Era lo stesso orario in cui sant’Alfonso si era ripreso dallo stato catalettico. Sembra che chi fosse presente al letto di morte del papa abbia poi confermato la sua presenza là.

La donna in nero di William Stead

395px-w-t-_stead_by_mills_1905-119Il terzo caso che desidero presentare è quello testimoniato da William Stead, un editore e giornalista inglese, interessato ai fenomeni della ricerca psichica e allo spiritualismo. Fondò e diresse Borderland, un periodico in cui pubblicava articoli sull’argomento e proprio in esso riportò la sua relazione su due casi di bilocazione di cui fu testimone. Il primo "doppio" fu visto solo da lui, mentre il secondo fu visto anche da altri. La relazione del secondo caso è molto lunga, tanto che Ernesto Bozzano nel suo libro ne ha fatto un riassunto. Infatti il giornalista inglese, oltre a raccontare l’episodio da lui vissuto, ha riferito la sua indagine sull’accaduto corredata da tutte le testimonianze raccolte. Qui, avendo trovato il testo originale, ho riassunto alcune parti, mentre ho riportato la descrizione di Stead di ciò che ha visto e alcune sue riflessioni in merito.

William Stead aveva un’amica, che nella relazione chiamò Mrs. A, scettica in fatto di religione e

renoir-ritratto-donna-161si era molto meravigliata che la domenica io partecipassi due volte alla funzione in chiesa. Così la invitai a venire e a vedere di persona che questo non era una perdita di tempo.
[Così] una domenica mattina nel settembre 1895, Mrs. A venne in chiesa indossando un mantello blu e un piccolo cappello aderente al capo. Il suo aspetto faceva colpo e così l’abbigliamento, tanto da attirare l’attenzione. Arrivò presto, prima che il servizio cominciasse e prese posto in un banco vicino al coro, nel lato nord della chiesa di fronte al pulpito. Tutti coloro che erano a lei vicino la notarono e si chiesero chi fosse quella persona estranea, il cui aspetto era stato notato da tutti i presenti.

In seguito Mrs. A si ammalò gravemente, ma nei primi giorni di ottobre ebbe modo di incontrare Stead a cui rivelò che aveva sentito un forte impulso a ritornare in chiesa ad assistere a una funzione. Il giornalista le disse che al momento sarebbe stato meglio rimanesse a casa, viste le sue condizioni di salute. Poi, partecipando alla funzione

artgate_fondazione_cariplo_-_bisi_luigi_interno_del_duomo_di_milano-150Nella sera di domenica 13 ottobre, durante il canto del primo inno vidi una figura con indosso un mantello nero percorrere il corridoio per andare ad occupare lo stesso posto vicino al coro dove Mrs. A si era seduta quella domenica di settembre. Pensai tra me che la donna, vista da dietro, sembrava Mrs. A, ma ciò non sarebbe stato possibile. Nel momento in cui la donna si avvicinò al banco la riconobbi in un attimo: era davvero Mrs. A!
Non riuscivo a capire. Aveva promesso che non sarebbe venuta e, conoscendola, sapevo che non avrebbe mai infranto una promessa. Ma come appariva malata! Aveva un pallore spaventosamente giallastro come quello di un cadavere. Vestiva tutta di nero, indossava un cappello nero a tesa larga, che le avevo visto indossare a Londra. La mia prima sensazione era di incredula sorpresa, la seconda di risentimento perché aveva rotto la promessa e corso un tale rischio; ma la terza e persistente impressione era di genuino timore. Aveva un aspetto stanco, disfatto e malato, tanto che pensai che prima della fine della funzione sarebbe svenuta. […]

boldini-luisa-casati-4-117Non si alzò durante il canto, ma sedette sola nel banco, vicino al corridoio. Uno della congregazione le offrì il libro degli inni, che lei prese, ma non aprì. Un’altra persona le diede un libro, che prese con aria assente e lo pose sul leggio di fronte a lei. […]
Durante il canto del secondo e terzo inno di tanto in tanto sollevava il libro degli inni, ma non sembrava cantare. Durante il sermone stava immobile e appariva esausta, tanto che pensai che avrebbe avuto uno dei suoi attacchi. Cercai di guardarla negli occhi, ma non diede segno di riconoscermi. La mia unica spiegazione della sua presenza era che, credendo di stare per morire, avesse rotto la promessa e rischiato ogni cosa pur di partecipare ancora una volta al servizio religioso. Mi sarei sorpreso se fosse uscita viva dalla chiesa.
Al momento dell’offerta non mise nulla nella scatola che le veniva porta. Quando l’ultimo inno terminò si alzò tenendo in mano il libro. Quando fu cantata l’ultima strofa, improvvisamente posò il libro e se ne andò, sparendo alla mia vista. Quando uscì nel corridoio, cercai di incrociarne lo sguardo ed ebbi la possibilità di vedere bene il suo volto. Era proprio Mrs. A, ma lei sembrò non riconoscermi

giovanni-migliara-interno-della-chiesa-di-santa-maria-presso-san-celso-a-milano-180Quando Stead uscì dalla chiesa la cercò, ma di lei non vi era traccia. La sera, a cena, il suo terzo figlio gli disse di averla vista in chiesa, e lo stesso fece la figlia maggiore la mattina dopo. Dopo la funzione, sulla strada di casa aveva commentato con il fratello maggiore la presenza in chiesa della donna. Il figlio più piccolo, invece, che non era stato presente alla funzione, disse che un amico gli aveva riferito di aver visto là Mrs. A.
Il giovedì successivo Stead ricevette una lettera dell’amica, con la data di domenica mattina. In questa gli comunicava di essere stata molto male e che il medico le aveva dato un narcotico. Questo le aveva alleviato il dolore e l’aveva fatta molto rilassare. Tuttavia si sentiva molto stanca e debole, tanto che faticava a scrivere quelle righe, per dirgli che desiderava incontrarlo.
Dalla lettura della missiva Stead capì che era impossibile che Mrs. A si fosse recata in chiesa domenica. Dopo averci pensato molto, non poté che spiegare il fatto accaduto come la visione del doppio dell’amica. Non aveva alcun dubbio sull’identità della figura vista alla funzione, pertanto cominciò ad indagare sull’accaduto e raccolse non solo la testimonianza di alcune delle persone presenti alla funzione, ma anche quelle di coloro che erano nella casa insieme alla sua amica.

ancher-la-ragazza-ammalata-209Mrs. A raccontò al giornalista che quella domenica era stata molto male e dopo che il medico le aveva dato qualcosa per rilassarsi, si era addormentata. Si era svegliata verso sera e, pur non stando ancora bene, gli aveva scritto la lettera, per poi tornare a dormire di nuovo. Fu molto sorpresa quando Stead le raccontò di averla vista in chiesa.
Come precedentemente ho scritto in questo episodio sembra che la figura di Mrs. A fosse in qualche modo solida perché, come anche Stead ha notato, la donna, pur non proferendo parola, ha afferrato e tenuto tra le mani un libro, di cui poi ha sfogliato le pagine. Durante uno sdoppiamento questo è un fatto inusuale che rende il caso ancora più intrigante. Comunque sia, i casi come questo, in cui il doppio interagisce in qualche modo con terze persone, pur non frequenti, complicano ancora di più la spiegazione della bilocazione.

NOTA – Prima del lavoro di Bozzano c’è da segnalare lo studio effettuato da tre ricercatori inglesi membri della Society for Psychical Research che hanno esaminato tantissimi casi di apparizioni di viventi. La ricerca è poi confluita in due corposi volumi, grazie alla quantità di materiale raccolto dalla SPR, e ancora oggi è un punto di riferimento per la ricerca psichica. (v.)

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Renato Patelli – Le mie esperienze fuori dal corpo (OBE)

Per approfondire

Ernesto Bozzano: Fenomeni di bilocazione, ed. Golem 2019

Edmund Gurney, Frederic W.H. Myers, Frank Podmore: The Phantasms of the Living, ed. Trubner & Co., London 1886

Giorgio di Simone: Esperienze fuori del corpo (O.B.E.). Un esperimento a sostegno della sopravvivenza, Edizioni Mediterranee, Roma 1984

Cecilia Magnanensi: I viaggi astrali o esperienze fuori dal corpo (OBE), Luce e Ombra 1/2011

The International Academy of Consciousness (IAC)

The Monroe Institute pagina italiana

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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