Suoni e apparizioni di battaglie dal passato: retrocognizione o viaggio nel tempo



Retrocognizione o psicometria d’ambiente

La retrocognizione in ambito paranormale è la capacità di avere visioni di un ambiente così come era in passato ed è definita anche come psicometria d’ambiente, ovvero chiaroveggenza nel passato di un ambiente. Caratteristiche di questo fenomeno sono: 1) al momento dell’esperienza i percipienti sono consapevoli che qualcosa di inusuale stia accadendo, ma solo qualche tempo dopo (giorni, settimane o mesi) sono colpiti dalla sua stranezza; 2) spesso ciò che si nota è una specie di dissociazione, uno stato alterato di coscienza nei percipienti; 3) i percipienti vivono l’episodio in maniera coinvolgente; 4) ciò che viene visto è corroborato da dati storici; 5) sono inoltre poco comuni i casi con più testimoni.

versailles_view_from_the_parterre_deau-397Nella storia della ricerca psichica si registrano vari casi, per lo più a livello aneddotico in quanto pochi di loro sono stati oggetto di ricerca. Il più famoso è quello relativo al castello di Versailles. Nel 1901 infatti sembra che due donne, Charlotte Anne Moberly e Eleanor Jourdain, girando nel parco reale, videro scene e ambienti che esistevano alla fine de 1700. Solo dopo un certo periodo, ricordando quella loro visita e parlando tra loro, si resero conto che ciò che avevano visto era particolare. Due anni dopo ritornarono a visitare il luogo e, non ritrovando più gli stessi ambienti, pensarono che ciò che avevano visto non era loro contemporaneo. Dopo alcune ricerche, ipotizzarono che gli ambienti e le persone viste potessero riferirsi a situazioni della fine del 1700.
Una decina di anni dopo quell’evento, pubblicarono un libro (v.), scritto sotto pseudonimo, in cui parlarono di ciò che videro e delle particolari sensazioni che provarono. Nonostante lo scalpore suscitato dal libro Eleanor Mildred Sidgwick, un’esponente di rilievo della Society for Psychical Research, nei Proceedings della società, nel farne la recensione, scrisse che probabilmente le due donne non ricordavano bene i fatti, dato che solo dopo tre mesi ne parlarono tra loro. Ancora oggi questa è la critica che fa propendere per una falsa percezione e interpretazione dell’accaduto.

Molte le ipotesi proposte per la retrocognizione: telepatia, chiaroveggenza nel passato, ricordi di vite precedenti, risonanza morfica, allucinazione, falsi ricordi, apparizioni di spiriti; nessuna però è stata ancora definita per una spiegazione soddisfacente del fenomeno.

Suoni dal passato: il caso di Dieppe

Al contrario della Moberly e della Jourdain, altre due donne presero appunti durante una particolare esperienza da loro vissuta vicino a Dieppe, in Normandia. Dorothy Norton con i suoi due figli, la governante e sua cognata Agnes Norton si era recata in quella località per una vacanza.
Dorothy e Agnes alloggiavano in una casa d’affitto a Puys vicino a Dieppe. Il 4 agosto 1951, verso le 4 del mattino, udirono entrambe un forte rumore improvviso, come di tempesta. Sentirono, poi, distintamente diversi suoni, tra cui grida, pianti, cannoneggiamenti e bombardamenti. Il tutto durò quasi cinquanta minuti, per poi cessare ad un tratto, e riprese dopo circa venti minuti. Incuriosite, le due donne – i bambini e la governante non avevano udito nulla e dormivano – andarono sul balcone che si affacciava verso la spiaggia, ma, per il buio, non videro nulla, né scorsero alcunché quando cominciò ad albeggiare. L’esperienza durò circa tre ore.

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Su quelle coste vi era stato il 19 agosto 1942 uno dei tanti assalti dello sbarco in Normandia e proprio nello stesso orario in cui le donne avevano avuto l’esperienza uditiva. Il caso fu a lungo discusso sulle pagine del Journal of the Society for Psychical Research, a cui avevano inviato un loro scritto. Alcuni membri della Società analizzarono i fatti e furono proposte diverse ipotesi, tra cui quella telepatica e quella allucinatoria. Gli scettici poi dissero che le due donne avrebbero mal interpretato suoni e rumori, in quanto in quella località era in funzione anche una draga (un macchinario utilizzato per scavare in acqua), anche se si appurò che in quelle ore nessuno la stava utilizzando. Purtroppo l’evento non si ripeté e le due donne furono le uniche testimoni.

Suoni di battaglia e apparizioni a Loch Ashie, Scozia

Un’esperienza analoga alle signore Norton la ebbero altre persone presso Loch Ashie, un lago scozzese vicino a Loch Ness, il cui nome deriva da Ashie figlio del re dei Norse. Nella zona si dice abbia avuto luogo una battaglia in cui questi furono vinti da una popolazione rivale. Nei documenti storici non vi è, però, alcuna traccia di tale evento, tuttavia sono diverse le testimonianze della visione di una battaglia. Ciò ha destato talvolta la curiosità dei giornali locali, come quando l’Inverness Courier, un periodico locale, ne descrisse una nel marzo del 1852, come ha raccontato Peter McCue. Questi, membro della Scottish Society for Psychical Research, ne ha scritto in un articolo di The Psi Report, periodico della società, insieme ad un episodio avvenuto durante la seconda guerra mondiale il cui protagonista era un pastore. Successivamente ne ha parlato nel Journal of the Society for Psychical Research, approfondendone gli aspetti storici e teorici.

Il caso gli era stato inizialmente segnalato da Andrew Beaton, laureato in studi storici scozzesi. A lui si era rivolta una donna per sapere se fosse a conoscenza di «una battaglia [che] aveva avuto luogo vicino a Loch Ashie. Spiegò che lo chiedeva perché il fratello aveva udito una volta un suono di battaglia mentre stava pescando sul lago». Contattato telefonicamente, l’uomo disse di avere avuto due esperienze particolari in altrettante occasioni, durante una giornata di pesca. Nella prima, mentre stava pescando su una barca a poca distanza dalla riva, aveva udito provenire dalla brughiera dei suoni metallici «simili a quelli di spade che combattono» e delle urla, ma dopo poco tutto svanì. Nella seconda, intento a pescare sulla riva, aveva lanciato uno sguardo al suo fianco vedendo, così, la figura di un uomo vestito di nero che gli si stava avvicinando. La pesca era impegnativa, per cui si concentrò di nuovo su di essa; dopo poco, guardando di nuovo, si accorse che la figura era scomparsa. McCue scrisse al pescatore per poterlo intervistare direttamente, ma non ebbe mai risposta. Cominciò, pertanto, a cercare altre testimonianze.

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Un pastore gli raccontò che si era trovato in maniera inattesa in mezzo a quella che sembrava una battaglia. Un giorno, mentre stava «guardando alcune sue pecore vicino a Loch Ashie, una nebbia discese improvvisamente attorno a lui e si trovò nel mezzo di una strana battaglia. Molto impaurito, si nascose dietro a un masso vicino, mentre attorno a lui uomini in abiti stracciati lottavano uno contro l’altro… Nessuno dei combattenti si accorgeva di lui. Notò che avevano nudi sia le gambe sia i piedi, e mentre alcuni impugnavano corte spade, altri brandivano bastoni. Avevano capelli lunghi arruffati ed erano molto sporchi». Udiva solo urla e rumori metallici; poi, all’improvviso, come era comparsa, la nebbia svanì ed insieme ad essa la visione.
Un’altra esperienza fu quella di un guardiacaccia, che abitava nei pressi del lago e che vide, insieme con la moglie, un gruppo di uomini a cavallo che risaliva una collina; un altro pescatore, invece, ebbe strane sensazioni in prossimità del lago, tanto da costringerlo a ritornare sulla via di casa.

Nello studio di questo evento McCue ha discusso inoltre le ipotesi sul verificarsi delle apparizioni, dopo aver valutato l’evidenza storica e probatoria dei fatti e le caratteristiche geologiche e geografiche dei luoghi. In particolare ne ha esaminate due: una basata su considerazioni di tipo fisico, l’altra su osservazioni di tipo psichico. Tuttavia ha concluso la sua ricerca senza formulare alcuna spiegazione. Ritenendo che le varie manifestazioni verificatesi negli anni, pur non costituendo una forte evidenza della loro paranormalità, «prese insieme suggeriscono che il caso abbia qualche fondamento», si è augurato che in futuro queste si ripresentino ancora.

La battaglia di Nechtanesmere

La visione che una donna ebbe a Nechtanesmere, in Scozia, è un caso molto conosciuto nella storia della ricerca psichica ed è unico, perché di esso si ha la sola testimonianza di una donna che lo riferì vent’anni dopo l’accaduto.
Nel 1971 James F. McHarg, un membro della Society for Pychical Research, venuto a conoscenza di questo possibile episodio di retrocognizione, volle intervistare la protagonista della vicenda. Grazie ad amici la poté incontrare e, dopo un breve colloquio preliminare, registrò il suo racconto. Con la donna, che nel suo resoconto sul Journal della società indicò con la sola iniziale S., verificò anche i luoghi della storia, mentre in seguito, da solo, ne controllò la durata.
Secondo quanto scrisse McHarg:

Miss S., che all’epoca aveva già superato i cinquanta, viveva a Letham (Angus), un paese vicino ai campi del Dunnichen dove ora si ritiene che un tempo si trovasse lo stagno (mere) di Nechtam. Non aveva mai avuto altre apparizioni, né ne ha avute in seguito. Il 2 gennaio 1950, Miss S. era stata a un cocktail party in casa di amici a Brechin, circa 10 miglia a nord di Letham, e vi era rimasta a cena. Era sera tardi quando si avviò verso casa in automobile. Una nevicata era stata seguita dalla pioggia e, due miglia fuori Brechin, I’auto slittò e finì in un fossato. L’uscita di strada non fu certo dovuta a svenimento o a perdita di coscienza, né Miss S. rimase ferita o contusa in alcun modo. Però dovette abbandonare I’auto e continuare il viaggio a piedi – per una distanza di circa otto miglia. Aveva con sé il suo piccolo cane, e dovette portarlo in braccio per le ultime due miglia del viaggio.

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Il percorso era su strade di campagna deserte, con poche fattorie sparse nei prati. Avvicinandosi a Letham, Miss S. doveva essere molto stanca. Inoltre doveva sentirsi impaurita subito prima dell’apparizione, perché si astenne deliberatamente dal prendere una scorciatoia, comoda e solitamente usata, per non dover uscire dall’aperta campagna ed entrare in una zona scura e boscosa. L’apparizione ebbe inizio quando la donna era a circa mezzo miglio dalle prime case di Letham e continuò finché non le raggiunse. Erano quasi le due di notte, e ho stimato che la durata totale dell’esperienza fosse di circa 12 minuti.
Per comodità di descrizione, si possono distinguere tre fasi.

Nella prima vide a circa un miglio di distanza da lei delle torce che si muovevano, nella seconda, scorse a un terzo di miglio da lei delle figure che portavano torce; nella terza vide figure più vicine. (v. figura seguente)

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A questo punto, il cane si era messo a ringhiare… in direzione delle luci… L’apparizione ebbe termine quando la donna si lasciò il luogo alle spalle entrando nel paese, attraverso il quale continuò il suo viaggio verso casa – ancora circa un quarto di miglio – dove appena giunta andò a letto […] Solo svegliandosi il mattino dopo, disse, si rese conto di quanto strana fosse stata la sua esperienza

Il luogo che aveva attraversato era stato indicato come quello in cui si era svolta il 20 maggio 685 un’importantissima battaglia per l’epoca. Lo scontro aveva visto i Pitti, di probabile origine celtica che dominavano allora la Scozia, fronteggiare il popolo guidato da Egfrido re di Northumbria, una regione a nord dell’Inghilterra. I primi, grazie a uno stratagemma, indussero il nemico a percorrere una valle e quindi sferrarono l’attacco finale, uccidendo Egfrido e molti dei suoi uomini, costringendo alla fuga i pochi superstiti.
Ciò che Miss S. vide si era probabilmente verificato la sera successiva, quando i Pitti recuperarono i loro morti per quasi tutta la notte.

La donna disse di aver visto, in lontananza davanti a lei, «gente che sembrava portare delle torce accese… e ce n’erano molte di queste torce». Miss S. ebbe l’impressione che quanto vedeva non fosse iniziato all’improvviso, ma stesse già succedendo quando lei arrivò. […] [Successivamente] vide delle figure più vicine che portavano le torce; disse che «stavano chiaramente costeggiando lo stagno, perché non camminavano direttamente attraverso il campo verso la sua estremità, ma venivano avanti girando attorno…» […] Parlando delle figure più vicine di tutte, che vide durante la Fase 3, Miss S. disse che «essi stavano chiaramente prendendosi cura dei loro morti… Quello che stavo guardando, il più vicino al bordo della strada, si chinava giù e girava un corpo sottosopra e, se non era il corpo di qualcuno che cercava, lo rigirava subito a faccia in giù e passava al successivo… C’erano diversi uomini… io supposi che si apprestassero a seppellirli»

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La donna, poi, descrisse il loro abbigliamento: «Sembrava che portassero delle calzemaglie aderenti, scure – avrei detto che erano brune, ma era solo per la luce che coprivano tutto il corpo… una specie di tunica, con un colletto circolare tutt’intorno, e anche alla base della tunica c’era un bordo circolare. Più giù sembravano calzemaglie fino ai piedi. Non vidi che cosa portassero ai piedi, ma non c’erano stivali alti…» McHarg nel suo articolo riporta quindi una figura di un guerriero pitto incisa su una lapide a Golspie analoga a quella descritta dalla donna. Inoltre «Miss S. disse che le figure che vedeva portavano [come copricapo] "una cosa come quella che portano i garzoni di fornaio… Come una ciambella rigida, rotonda, messa sul capo… adatta per trasportare dei pesi sulla testa". […] Richiesta sulle torce, Miss S. disse che "portavano delle torce molto lunghe nella mano sinistra… (le torce erano) molto rosse"». McHarg ipotizzò che erano probabilmente torce fatte con radici di un abete rosso tipico di quelle zone, il cui uso è stato comune fino a quasi tutto il 1800.

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Per approfondire

Allkindsofhistory: A Scottish spinster at the Battle of Nechtanesmere, 685AD

Hastings R.J.: "An examination of the Dieppe raid case", Journal of the Society for Psychical Research, n. 740, pag. 55-66

Lambert G.W., Gay Kathleen: "The Dieppe raid case", Journal of the Society for Psychical Research, n. 670, pag. 607-618

Mackenzie Andrew: Apparizioni e fantasmi, ed. Mediterranee, Roma 1982

Mackenzie Andrew: Avventure nel passato, ed. Armenia, Milano 1998

McCue Peter: "Loch Ashie", The Psi Report, n. 143 February 2003

McCue Peter: "A phantom battle near Loch Ashie in the Scottish Highlands", Journal of the Society for Psychical Research, n. 875, pagg. 86-104

McHarg James F.: "A vision of the aftermath of the battle of Nechtanesmere A.D. 685", Journal of the Society for Psychical Research, n. 778, pagg. 938-948. ("Visione a Nechtansmere", Il Mondo della parapsicologia, anno I n. 2, pag. 58-63

Morison E., Lamont F.: An Adventure, McMillan 1911

Sidgwick Eleanor Mildred: "Review of An Adventure", Proceedings of the Society for Psychical Research, vol. 25 pag. 353-360

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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