Raymond Moody e le NDE (Near-Death Experience)


Le prime testimonianze di NDE (Near-Death Experience) pubblicate

Il termine NDE (Near-Death Experience)fu coniato da Raymond Moody negli anni ’70 per indicare le particolari esperienze avute da persone durante uno stato di assenza di coscienza, coma e altre condizioni di coscienza modificata. In quegli anni ha raccolto e analizzato numerosi casi di questo tipo, individuandone le caratteristiche. Nel 1975 ha pubblicato i risultati della sua ricerca in La vita oltre la vita (ed. Mondadori, 1977), in cui ha evidenziato gli elementi che caratterizzano questo fenomeno. Uno di essi è l’ineffabilità, cioè l’incapacità di descrivere ciò che si è vissuto, come è ben spiegato in questo caso:

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È molto difficile per me cercare di dirle tutto questo perché le parole che conosco sono a tre dimensioni. Mentre vivevo quell’esperienza continuavo a pensare: "Quando studiavo geometria mi dicevano che esistono soltanto tre dimensioni e io ho sempre dato la cosa per scontata. Ma avevano torto. Non esistono soltanto tre dimensioni, ne esistono di più". E naturalmente il nostro mondo – quello in cui ora viviamo – è davvero a tre dimensioni. Ma l’altro mondo non lo è. Per questo è tanto difficile parlarne. Devo descriverglielo usando parole a tre dimensioni. Questo è il massimo a cui posso arrivare, ma è del tutto inadeguato. Non posso darle una descrizione efficace

Non tutti gli elementi si presentano nelle NDE, ma uno dei più tipici è la fuoriuscita dal corpo, cioè l’OBE (Out-of-Body Experience – o esperienza fuori dal corpo).

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È accaduto circa due anni fa, avevo appena compiuto diciannove anni. Stavo accompagnando a casa in macchina un amico e, arrivato a un incrocio, mi fermai e guardai da tutte e due le parti, ma non vidi una macchina che veniva verso di me. Rimisi in moto e sentii il mio amico che urlava con quanto fiato aveva. Guardai e vidi una luce accecante, i fari di una macchina che veniva di corsa verso di me. Sentii un suono terribile – il fianco della macchina che si schiacciava – e per un istante mi parve di attraversare uno spazio buio, chiuso. Fu tutto molto veloce. Poi mi sentii galleggiare a una ventina di centimetri dalla strada, a cinque metri dalla macchina mentre il rumore svaniva. Vidi molta gente arrivare e radunarsi attorno alla macchina e il mio amico che ne usciva in evidente stato di choc. Vedevo anche il mio corpo tra i rottami e la gente che cercava di tirarlo fuori. Avevo le gambe contorte, e c’era sangue dappertutto

I testimoni raccontano di aver udito ciò che il personale ospedaliero aveva detto ai parenti e/o di aver avuto incontri con altri esseri che possono essere da loro conosciuti oppure no, come fa questa mamma che ebbe la sua NDE al momento del parto. Questo risultò

difficilissimo e avevo perso molto sangue. Il dottore non sperava di salvarmi e disse ai miei parenti che stavo morendo. Tuttavia io rimasi sempre perfettamente consapevole e proprio mentre lui parlava della mia morte mi sentii riprendere. In quell’istante avvertii la presenza di tutti quegli esseri, una moltitudine mi parve, sospesi in aria, vicino al soffitto della camera. Erano tutte persone che avevo conosciuto e che erano già morte. Riconobbi mia nonna e una ragazza che avevo conosciuto a scuola, e molti altri parenti e amici. Credo che vedessi soprattutto le loro facce e riconoscessi la loro presenza. Sembravano tutti felici. Fu un’occasione lieta e io sentivo che erano venuti per proteggermi o guidarmi. Mi pareva di tornare a casa, che loro fossero là per darmi il benvenuto. Sentivo che tutto era leggero e bello. Sì, fu un momento bello e glorioso.

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Altri riferiscono di avere visto solo un essere di luce come in questo caso:

Sapevo che stavo morendo e non potevo farci nulla perché nessuno poteva sentirmi… Ero fuori dal corpo, su questo non ho dubbi, perché potevo vedere il mio corpo sul tavolo operatorio. La mia anima ne era fuori! Dapprima mi sentii male per questo, ma poi venne quella luce chiarissima. Dapprima sembrava pallida, ma poi divenne un raggio potente. Una enorme quantità di luce, non come una forte luce elettrica, era troppa luce. E da quella luce emanava calore; sentivo un senso di calore.
Era di un giallo biancastro luminoso – no, quasi bianco. Luminosissima; non posso descriverla. Sembrava invadere tutto, eppure non mi impediva di vedere le cose attorno a me: la sala operatoria, i dottori e le infermiere, tutto. Vedevo chiaramente e la luce non mi accecava.
Dapprima, quando venne la luce, non capivo bene che cosa stesse accadendo, ma poi la luce mi chiese, fu come se mi chiedesse, se ero pronto a morire. Era come parlare con una persona, ma nella luce non c’era una persona. Era la luce che mi parlava, ma con una voce.
Ora, credo che la voce che mi parlava sapesse bene che io non stavo davvero per morire. Era piuttosto come se mi mettesse alla prova. Eppure, dal momento in cui la luce mi parlò, mi sentii proprio bene – sicuro e circondato dall’amore. L’amore che veniva dalla luce è inimmaginabile, indescrivibile. Era una persona con cui era divertente stare! E aveva senso dell’umorismo – sì, lo aveva!

C’è chi ha attraversato un tunnel, alla fine del quale ha visto una luce o un ambiente luminoso, quasi paradisiaco, c’è chi invece in pochi attimi ha avuto una visione panoramica della sua vita, con particolari anche dimenticati. C’è chi è arrivato in un punto in cui ha sentito di non poter più proseguire o ha incontrato esseri o sentito una voce che gli chiedeva di scegliere di tornare indietro o gli diceva con voce ferma che non avrebbe dovuto andare avanti. Infine c’è chi si è reso conto del rientro nel proprio corpo fisico e chi si è ritrovato sveglio all’improvviso.

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Tutti questi elementi, tipici delle NDE e che Moody ha individuato, non sono presenti in tutte le testimonianze; ce ne possono essere addirittura soltanto due o tre, tuttavia si ripresentano nelle stesse modalità.

Dal tempo in cui lo psicologo americano ha pubblicato il suo primo libro, molto numerose sono state le ricerche sulle NDE. La venuta alla luce di questo fenomeno ha indotto la classe medica soprattutto, ma anche psicologi e studiosi di neuroscienze, ad occuparsene. Nonostante ciò una spiegazione soddisfacente per le loro cause e il loro svolgersi non è stata ancora raggiunta.

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Per approfondire

Moody Raymond A.

  • Nuove ipotesi su La vita oltre la vita, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1978, pagg. 132
  • La vita oltre la vita. Studi e rivelazioni sul fenomeno della sopravvivenza, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1982, pagg. 160
  • La vita oltre la vita e nuove ipotesi. Studi e rivelazioni sul fenomeno della sopravvivenza, Edizioni CDE, Milano 1989, pagg. 294
  • La luce oltre la vita, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1989, pagg. 185
  • L’ultimo sorriso. Un nuovo sorprendente sviluppo negli studi della vita oltre la morte, Mondadori Editore, Milano 2001, pagg. 235

International Association for Near-Death Studies (IANDS)

Sito ufficiale di Raymond Moody

Carlos Alvarado: "On the use of the term parapsychology in 1887"

Cosa è la parapsicologia breve video di Cal Cooper (in inglese)

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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