John LaCross: un poliziotto e la spiritualità



John, un poliziotto fuori dal comune

John LaCross è un poliziotto fuori dal comune, perché nell’ambito del suo lavoro non teme di parlare di spiritualità e della possibilità della sopravvivenza alla morte. John è il capo della polizia di Barrington, una città statunitense del Rhode Island. Ha iniziato ad interessarsi alla spiritualità, ed in particolare alla sopravvivenza, nel 1979 in seguito al suicidio del fratello Joseph poco più che ventenne.
Poco dopo la morte di Joseph, per ottenere risposte alle sue domande sull’esistenza di una vita spirituale è andato alla ricerca di medium che gli permettessero di avere prove della sopravvivenza del fratello e l’opportunità di un contatto con lui. Ha così conosciuto alcuni medium che gli hanno dato delle risposte convincenti, ma John afferma che solo Maureen Hancock, conosciuta nel 2000, gli ha fornito le prove decisive: la descrizione, il momento, le cause e il modo della morte (l’impiccagione), oltre al nome.

Joseph LaCross

Joseph LaCross

John, grazie a queste rivelazioni e ad alcuni messaggi ricevuti tramite Maureen, è convinto che Joseph viva, anche se non in forma umana, e lo aiuti nel percorso spirituale intrapreso nel frattempo.
Certo di una vita spirituale, John ritiene importante aiutare coloro che hanno subito la perdita di una persona cara ed in particolare i familiari la cui morte è sottoposta a indagine. Così consiglia loro di rivolgersi a medium per poter avere un contatto spirituale con i loro amati.
Nel caso in cui le indagini si protraggano, ha occasione di parlare nuovamente con queste persone per aggiornarle e spesso è ringraziato per il suggerimento di rivolgersi a un medium. In una recente intervista Dan Converse, uno di questi familiari, ha dichiarato che l’aiuto di John è stato molto importante per lui e la moglie, perché hanno ora la certezza che il loro figlio adolescente, morto in un incidente automobilistico, viva in una dimensione spirituale e sia loro accanto.

Indubbiamente le indicazioni che John fornisce non sono censurate o messe in discussione dai suoi superiori, visto il ruolo di pubblico ufficiale che ricopre. In Italia non credo ciò possa accadere, perché il suo operato verrebbe criticato da più parti.
I primi che dissentirebbero sarebbero coloro che non credono all’esistenza di fenomeni paranormali e tanto meno alla possibilità di comunicare con un mondo spirituale. Osservazioni critiche potrebbero venire anche da chi se ne occupa con mente più aperta, in quanto John non ha spiegato i motivi per i quali ha ritenuto valide quelle che ritiene prove della sopravvivenza del fratello. Quando ha iniziato la ricerca di un medium, era giovane e probabilmente privo di esperienze nel campo paranormale e medianico.

Maureen Hancock

Maureen Hancock

Sarebbe pertanto interessante conoscere in che modo ha valutato quelle che ritiene le prove di una vita spirituale. In ogni caso nel frattempo, svolgendo il suo lavoro, ha maturato esperienza per capire quando una persona è onesta e, se si permette di suggerire persone che aiutino chi ha subito un lutto, è certo consapevole della responsabilità che si assume.
Il rapporto tra sensitivi/medium e forze di polizia fa parte della storia della ricerca psichica, ma in maniera diversa da quella che si ha nel caso di John, è cioè una collaborazione durante le indagini giudiziarie – talvolta richiesta e il più delle volte proposta.

La storia di John è quindi particolare per la fiducia nella medianità e la certezza di una vita spirituale, ma lo è anche per un altro aspetto. Non solo John consiglia di rivolgersi a medium, ma cerca di aiutare chi ha perso un familiare in incidenti automobilistici per aver guidato in stato di ebbrezza mediante tecniche di meditazione. Recentemente ha partecipato ad un incontro con un’organizzazione di madri che avevano perso i figli in questo modo e le ha aiutate a visualizzare i loro cari tramite una meditazione guidata. In questa occasione ha indossato l’uniforme, cosa che ha dato un aspetto di ufficialità all’iniziativa.

La meditazione è un altro argomento che John considera importante. Ritiene opportuno, infatti, che attraverso di essa i suoi colleghi imparino a ridurre lo stress che il loro lavoro comporta, così come pensa che nel suo svolgimento essi debbano assumere anche un approccio spirituale. Li incoraggia perciò a mostrare compassione ed empatia con chiunque incontrino, compresi i criminali. Riconoscendo che l’atteggiamento di questi è spesso aggressivo, irritato e talvolta fuori controllo, dichiara che è necessario trattare tutti con rispetto e dignità, perché «ognuno ha una propria storia».

John LaCross

John LaCross

I suggerimenti di John sulla opportunità della meditazione sono stati raccolti, tanto che in alcuni dipartimenti di polizia se ne sono interessati, ed in particolare a Hillsboro, in Oregon. In quella località è stato istituito un corso di mindfullness.
Come si può capire, John è davvero un insolito poliziotto, ma se il rapporto tra il suo lavoro e la spiritualità può essere visto anche in maniera negativa, certamente la sua preoccupazione per aiutare i colleghi a vivere meglio il proprio lavoro è da condividere, così come le soluzioni da lui prospettate per farlo. C’è da augurarsi che altri valutino questa proposta, per i benefici che potrebbe portare non solo ai singoli interessati ma anche alla comunità.

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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