Fotografie anomale o insolite: spiritiche, psichiche, del pensiero…



Fotografare l’invisibile

Fotografie spiritiche, fotografie psichiche sono termini con cui si designano fotografie di defunti o di immagini pensate consciamente o no e fanno parte di un insieme che possiamo definire fotografie insolite o fotografie anomale, e che comunemente, anche se in maniera parziale, è suddiviso in 1) fotografie spiritiche; 2) fotografie del cosiddetto doppio di viventi; 3) fotografie del pensiero, cioè di immagini pensate; 4) fotografie di fantasmi materializzati in sedute medianiche. Pur essendo state analizzate dal punto di vista storico e/o antropologico-sociale, da parte di persone estranee al fenomeno, queste raffigurazioni non sono state oggetto di studi critici.
La comparsa di queste immagini è di poco successiva alla nascita della fotografia, che data ai primi decenni del 1800 e più precisamente al 1826. Lo scrivere con la luce (etimologia derivante dai termini greci fotos, cioè luce, e grafia, scrittura) è stato ricercato fin dall’antichità ma soltanto con le conoscenze raggiunte nella chimica e nella fisica sulla natura della luce si è riusciti ad ottenere ciò che ci si prefiggeva.

fotografia-spiritica

Nel 1837 la tecnica inventata da Daguerre per riprodurre le immagini così come noi le conosciamo fu presentata ad una riunione dell’Accademia delle Scienze e dell’Accademia delle Belle Arti di Parigi. Inizialmente vista con sospetto dagli artisti, fu poi studiata con interesse per le possibilità che essa poteva offrire. Oltre a essere utilizzata dagli artisti cominciò anche ad interessare molti settori, tanto da dare inizio alla produzione di macchine fotografiche.
Ben presto questa tecnica si diffuse ovunque e un buon numero di persone se ne servì: i viaggiatori poterono documentare le loro imprese, i giornalisti se ne servirono per testimoniare eventi che fino ad allora avevano solo descritto con le parole, mentre le persone desiderarono farsi ritrarre e gli artisti la utilizzarono per esprimere la loro creatività.
Anche il mondo del paranormale comprese le possibilità che poteva offrire la fotografia, soprattutto come documento di fenomeni che fino a quel momento erano affidati alla sola descrizione scritta. Infatti fornì l’opportunità di dare una prova oggettiva di manifestazioni materia di numerose critiche.
Accanto agli aspetti positivi del suo utilizzo si scoprirono anche quelli negativi, come la manipolazione delle immagini e l’alterazione di quello che esse rappresentavano. Se dal punto di vista artistico esse erano servite agli artisti per arricchire e reinventare le immagini, dal punto di vista del paranormale aiutarono invece coloro che volevano trarre vantaggio sfruttando la credulità delle persone. Furono scoperte infatti diverse frodi perpetrate da fotografi spiritici o da medium che affermavano di essere in grado di ottenere materializzazioni di entità ed alcuni di loro furono anche citati in giudizio.





A prescindere dall’autenticità o meno delle immagini di defunti o di altre entità catturate dalle apparecchiature, numerose furono le persone che si dedicavano a questo genere di fotografie. Tra i nomi più famosi William Mumler è il primo autore di una fotografia psichica in cui è raffigurata dietro le sue spalle – secondo il suo racconto dato che non ne esiste riproduzione – una sua cugina morta qualche tempo prima. Alcuni studiosi di ricerca psichica, come Ochorowicz e De Rochas, fecero esperimenti con medium e sensitivi sulle cosiddette fotografie del pensiero, mentre altri, come Crookes e Schrenck-Notzing, ottennero fotografie raffiguranti entità materializzate, forme ectoplasmatiche o fenomeni fisici durante sedute medianiche.
La produzione di queste fotografie insolite, però, fu rallentata da critiche e accuse di frode, ma riprese, a fasi alterne, nella seconda metà del ventesimo secolo. Note sono le fotografie del pensiero ottenute negli anni Settanta con Ted Serios e le immagini impresse su pellicole vergini nelle esperienze medianiche del Gruppo di Scole in Gran Bretagna negli anni Novanta. Negli ultimi decenni, poi, c’è stata la comparsa di fotografie con orbs, sfere o scie luminose interpretate dai più come presenze di entità spirituali.

Margery

L’insieme delle fotografie insolite ha suscitato e suscita ancora oggi molte perplessità e dubbi sulla loro autenticità, in quanto probabili frutti di manipolazioni e alterazioni. Oggi, poi, la possibilità di utilizzare tecniche in grado di farlo è maggiore, grazie all’ausilio di programmi informatici creati a tale scopo e a disposizione di tutti. Tuttavia non sono da dimenticare le illusioni ottiche che inducono a vedere ciò che non è.
Senz’altro frodi in questo settore sono molto facili e una buona percentuale di queste fotografie sono manipolate, ma la quota restante deve ancora trovare una risposta soddisfacente, nonostante che i sostenitori dell’autenticità ne diano un’interpretazione per lo più spirituale o psichica. Purtroppo uno studio critico completo sulla loro produzione non è ancora stato fatto, anche se non mancano i ricercatori che se ne interessano. Dovrebbero farlo coloro che si occupano di paranormale con ottime conoscenze delle tecniche fotografiche, dei fenomeni fisici dell’ottica e degli aspetti psico-fisiologici della visione, tenendo in considerazione le caratteristiche tecniche, delle apparecchiature fotografiche, digitali e non, oltre a conoscere i vari programmi di elaborazione delle immagini.
Gli storici della ricerca psichica e non solo, comunque, hanno dato una grande visibilità alle fotografie insolite con l’allestimento di una mostra, a carattere storico, presentata alcuni anni fa, prima a Parigi e poi a New York, dove sono state esposte in copia o in originale. Il catalogo che ne è risultato, ricco di informazioni e di immagini, potrebbe essere un buon punto di partenza per uno studio davvero sistematico, e chissà che qualche ricercatore non abbia già iniziato a farlo.

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Glossario

Per approfondire

La bibliografia sull’argomento è vasta pertanto mi limito a poche indicazioni

Eisenbud J.: Fotografo senza obiettivo, ed. Sugar & Co.

Harvey J.: Fotografare gli spiriti, ed. Bollati Boringhieri

Natale S. – Un dispositivo fantasmatico: cinema e spiritismo

Permutt V.: Obiettivo sull’aldilà, ed. Mediterranee

Stassa E. – Invisible women: a history of haunted photographs

Fotografie spiritiche conservate nel Museo d’Orsay

Fotografie spiritiche di William Hope conservate nella Library of Congress

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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