Il solstizio d’inverno nell’antichità



Siti archeologici legati alle misurazioni astronomiche

sole-187Il solstizio d’inverno è il giorno più corto dell’anno dal punto di vista astronomico, perché il sole raggiunge il suo punto di declinazione minima rispetto all’eclittica che descrive il suo moto apparente. In tutte le civiltà il giorno del solstizio (invernale e estivo) rappresentava un momento particolare dell’anno, in occasione del quale si celebravano vari riti. Molti, poi, sono i popoli che hanno costruito monumenti importanti legati alle osservazioni astronomiche e a determinati periodi dell’anno.
L’archeoastronomia è una scienza recente, perché fino ad alcuni decenni fa l’archeologia e l’astronomia erano considerati campi senza alcun elemento in comune. Oggi le conoscenze dell’una sono necessarie per comprendere aspetti dell’altra. Ciò ha permesso agli studiosi di chiarire, soprattutto in campo archeologico, molte questioni di difficile interpretazione senza l’ausilio dell’astronomia. In questo modo sono stati individuati siti e monumenti con preciso orientamento astronomico.

39518-cervinia004-135In occasione di questo solstizio d’inverno 2019 che cade il 22 dicembre, mi piace ricordare alcuni luoghi e monumenti che si legano a questo evento senza soffermarmi sui particolari. In alcuni casi ho inserito informazioni utili per conoscere meglio il luogo.
Come curiosità, anche se collegata ad una diversa stagione, ricordo che in un post recente sulla Sacra di san Michele Fabrizio ha parlato di «una misteriosa linea immaginaria che unisce sette tra monasteri, abbazie, chiese e santuari dall’Irlanda fino a Israele […] tutti dedicati al Guerriero di Luce/san Michele [e che] è perfettamente allineata con il tramonto del sole nel giorno del Solstizio d’Estate». La linea è chiamata per questo motivo Linea di san Michele.

Nuraghe Losa

nuraghe-losa-01-254In Italia troviamo in Sardegna i nuraghi che sono stati costruiti tenendo conto dei movimenti degli astri. Sono una costruzione tipica di quella regione e frutto della civiltà nuragica che lì nacque e si sviluppò dal 1800 a.C. al 700 d.C. Tra le migliaia di questi edifici a forma conica vi è il Nuraghe Losa, nel territorio di Abbasanta in provincia di Oristano. Questo è stato «il primo ad essere indagato sistematicamente con l’obiettivo della ricerca archeologica e della valorizzazione» e acquisito dallo Stato nel 1893.

nuraghe_losa-paleotour-225Ancora non si è ben definito l’uso e la funzione esatta dei nuraghi, perché sono state proposte ipotesi non solo a carattere astronomico, ma anche religioso e militare. Tuttavia, come detto sono stati costruiti in base a dati astronomici e si può tranquillamente affermare che il Nuraghe Losa è «non solo astronomicamente orientato, ma addirittura astronomicamente concepito, i cui lati […] sono incardinati lungo gli assi solstiziali» ed è possibile osservare la luce del Sole perfettamente allineata con «l’asse alba solstizio d’estate – tramonto solstizio d’inverno».

Per ulteriori informazioni consultare le pagine sul Nuraghe gestite da Sardegna cultura; Sardegna turismo; Cooperativa Paleotour, che gestisce il Parco archeologico Losa-Abbasanta
"Nuraghe Losa, spettacolo imperdibile: coincidenza astronomica di sole e luna" – articolo di Paolo Littarru su Sardiniapost (9 gennaio 2020)

Le immagini sono tratte da questi siti


Tempio di Sora

cattedrale-sora-200Nel mondo sono numerosi i templi dedicati al sole e anche in Italia ce ne sono alcuni esempi. Per esempio, sembra che Milano sia stata fondata nei pressi di uno di questi, e che a Roma ce ne fossero due, uno sul colle del Quirinale e un altro dove ora c’è piazza san Silvestro e dedicato all’imperatore Aureliano. Spesso sulle fondamenta o sui resti di questi edifici religiosi sono state costruite chiese cristiane e in alcune di loro si sono trovate tracce delle strutture preesistenti non solo documentarie, ma anche materiali, come a Sora.
Sora è una cittadina nella provincia di Frosinone situata in un territorio al confine tra Lazio e Abruzzo in cui nel primo millennio avanti Cristo si sono insediati i Volsci, un’antica popolazione indoeuropea. Nel 1974 fu scoperto sotto la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta un tempio del I secolo a.C. dedicato al dio Sole. Secondo studi archeoastronomici di Franco Ruggieri e Antonio Coppola sull’orientamento dell’edificio pagano sembra che «L’ipotesi che appare più probabile è che il tempio abbia avuto una precisa funzione nella costruzione di un calendario locale, con inizio al solstizio invernale».

Il libro Antiquissimum et aureum phanum. Sora. Chiesa cattedrale Santa Maria Assunta, (a cura di Alessandra Tanzilli) racconta la storia dell’edificio attraverso le relazioni di vari autori, tra i quali Franco Ruggieri e Antonio Coppola.
Orientamento del tempio sottostante la cattedrale di Sora articolo di Franco Ruggieri e Antonio Coppola.
Cattedrale di Santa Maria Assunta: pagina del Comune di Sora; pagina della Diocesi di Sora.


Petre de la Mola

fonte: Lozito/Maurici/Polcaro/Scuderi

fonte: Lozito/Maurici/Polcaro/Scuderi

Stonehenge non è l’unico complesso megalitico legato a misurazioni astronomiche. Anche in Italia sono segnalate alcune strutture sacre simili utilizzate come osservatori astronomici o come calendari. Uno di questi sembra essere una formazione naturale di rocce modificate dall’uomo in Basilicata. Si tratta delle cosiddette Petre de la Mola (cioè pietre della Mola) non lontano dal Monte Croccia nella valle del Basento all’interno del Parco naturale di Gallipoli Cognato – Piccole Dolomiti Lucane tra le provincie di Potenza e Matera. In particolare le Petre de la Mola sono nel territorio di Oliveto Lucano, in provincia di Matera. Questo insieme di rocce si è rivelato essere un vero calendario utilizzato per individuare le date principali dell’anno, cioè gli equinozi e i solstizi. Le rocce sarebbero state allineate secondo questi orientamenti e sistemate dall’uomo in età Neolitica non prima del 1000 a.C. Nell’Italia meridionale la cultura Neolitica sarebbe iniziata a partire dal VI millennio a.C., mentre nel resto d’Europa si sarebbe sviluppata qualche millennio prima.

petre-de-la-mola-02-267Come riferisce Vito Francesco Polcaro, astrofisico che si è occupato di archeoastronomia e ha studiato l’insediamento, «da uno speciale punto di osservazione segnalato da un petroglifo che indica le direzioni nelle quali guardare, nel giorno del solstizio d’inverno a mezzogiorno si vede il Sole apparire in una piccola fenditura artificiale scavata nella roccia. Lo stesso giorno dallo stesso punto di osservazione si vede l’astro riapparire per una decina di minuti al tramonto entro una galleria ottenuta sovrapponendo una lastra di pietra ad una fenditura naturale, accuratamente lavorata per allinearla con esattezza alla direzione voluta». Le sue ricerche hanno inoltre confermato che «Profondi bacini artificiali per la raccolta dell’acqua piovana e altri petroglifi sulle rocce circostanti testimoniano il carattere sacro del luogo e le cerimonie che vi si svolgevano in epoca preistorica al solstizio, un giorno di grande importanza in tutte le antiche culture&raque;.

Solstizio d’inverno alla "Stonehenge" lucana articolo di Vito Francesco Polcaro


Il solstizio d’inverno in Sicilia

foto Polcaro

foto Polcaro

Nel 2016 in Sicilia, Vittorio Francesco Polcaro ha scoperto alcune strutture legate al solstizio d’inverno. Si tratta di lastroni di roccia forata artificialmente (come lo studioso ha potuto appurare) uno dei quali è sul Monte Arcivocalotto e un altro «a circa 8 km da Monte Arcivocalotto, sulla sommità di una collina, significativamente chiamata Cozzo Perciata (La collina Forata)» posta nella Valle del Belice. Riguardo al primo Pulcaro ha rilevato che «L’asse del foro è esattamente orientato verso l’alba del solstizio d’inverno. Per qualche giorno intorno a quella data, da un’ampia area della zona a nord-ovest del monumento è visibile l’impressionante spettacolo del Sole che sorge esattamente al centro del foro». Infine nel dicembre 2016 ne ha individuato un terzo, simile ai primi due, nel territorio di Gela, in provincia di Caltanissetta.
Concludendo l’articolo, da cui ho tratto le citazioni precedenti, così Polcaro scrive: «In conclusione, possiamo ragionevolmente affermare che ci troviamo di fronte a monumenti che hanno le stesse caratteristiche e le stesse funzioni e possiamo altresì iniziare ad avanzare l’ipotesi di una rete di "calendari di pietra" che in una larga parte della Sicilia scandivano il corso del tempo tramite la posizione del Sole. Dando a questo antico popolo, ipoteticamente da identificarsi con la cultura Castellucciana, un calendario per le sue scadenze pratiche e religiose».

Antico calendario solare in Sicilia articolo di Vito Francesco Polcaro


Tempio del Sole di Machu Picchu

machupicchu_intihuatana-240In Perù tra il XIII e il XVI secolo è vissuta una delle maggiori civiltà precolombiane, quella Inca, sulla cui storia ancora tanto c’è da scoprire. Il Tempio del Sole, edificato dagli Incas con una caratteristica pianta semicircolare a Machu Picchu, è orientato secondo il solstizio invernale di quelle latitudini, cioè il 21 giugno. Una delle sue funzioni era quella di osservatorio astronomico. Un ambiente posto nella parte superiore e dedicato al dio Sole aveva al centro una pietra sacra che fungeva da altare. Questo è il locale principale del tempio alle cui pareti sono presenti due finestre: una orientata leggermente verso nord est e precisamente con il sorgere del Sole nel giorno del solstizio invernale, l’altra verso sud-est. All’alba del solstizio invernale i suoi raggi passano dalla finestra proiettando la sua sagoma sulla pietra sacra e sono perfettamente paralleli ad un intaglio scolpito sulla pietra.

Video che illustra il fenomeno del solstizio d’inverno a Machu Picchu


Tempio di Amon a Karnak

800px-tempio_di_karnak_ingresso-275Questo tempio dedicato ad Amon, il "dio nascosto" e divinità principale dell’antico Egitto, si trova a Karnak, a pochi chilometri da Luxor sulle sponde del Nilo, e fa parte di un complesso templare molto vasto che comprende anche il tempio di Luxor. È stato costruito nel XIX secolo a.C. (e rimaneggiato più volte nei secoli successivi) in modo da essere perfettamente in asse con il sorgere del sole nel solstizio d’inverno, giorno che simboleggiava la rinascita analogamente ad altre culture. Questo giorno per gli Egiziani coincideva con l’inizio della semina nei campi lungo le rive del Nilo.
L’asse principale del tempio è costituito da un lungo viale d’accesso ai cui lati sono poste numerose sfingi a testa d’ariete (sfingi criocefale) e nel giorno del solstizio i raggi solari lo “percorrono” fino a raggiungere la sala ipostila caratterizzata da un monumentale colonnato che dà l’impressione di una foresta di pietra, e va ad illuminare il sancta sanctorum, il luogo più interno e nascosto del tempio.


Tumulo di Newgrange

da Irlandando.it

da Irlandando.it

Una struttura a tumulo identificata come una tomba, ma di cui non si è del tutto certi, e legata al solstizio d’inverno si trova a Newgrange, non molto lontano da Dublino, in Irlanda. Questa costruzione risale al 3200 a.C. ma è stata scoperta solo nel 1967. Si trova all’interno del complesso di Brú na Bóinne (la dimora del Boyne, il fiume che lo circonda da tre lati) che ospita diverse costruzioni interessanti e che è uno dei siti Neolitici più importanti.

Il tumulo è del tipo “a corridoio” per la presenza di un lungo corridoio sulle cui pareti sono incise figure simboliche. Due muri circolari, uno di pietre di quarzo e un altro di grosse pietre, lo circondano per tutta la circonferenza. Varcato l’ingresso, davanti al quale c’è una pietra del

foto di Brian Morrison

foto di Brian Morrison

la seconda cinta decorata con spirali e losanghe, si percorre uno stretto corridoio lungo 19 metri per accedere alla camera centrale. Questa, a forma di croce e suddivisa in tre vani, è sovrastata da un tholos fino ad un’altezza di 6 metri. In ogni vano c’è una vasca in pietra che conteneva resti di defunti.
Al di sopra dell’ingresso al tumulo vi è un’apertura quadrata attraverso la quale nel solstizio d’inverno passano i raggi del sole a illuminare per pochi minuti la camera.
Questa struttura è ritenuta molto più importante e complessa della più famosa Stonehenge, oltre ad essere precedente ad essa.

Newgrange, un’esplosione di luce articolo di Guido Cossard


Cerchio di Goseck

foto di Andreas Stedtler

foto di Andreas Stedtler

Goseck è una cittadina a pochi chilometri da Lipsia in Germania. Nelle sue campagne, in particolare su un altipiano che domina il fiume Saale, nel 1991 fu scoperto un complesso archeologico di notevole importanza grazie ad un’esplorazione aerea. Dall’alto, infatti, si potevano vedere delle macchie scure concentriche nei campi coltivati che facevano presupporre l’esistenza di un sito interessante dal punto di vista archeologico. Fu così che da quel momento cominciarono gli scavi che hanno permesso di trovare un osservatorio astronomico molto antico, anche più antico di Newgrange, perché si suppone sia stato costruito intorno al 4900 a.C.
Un fossato circolare caratterizzato da tre portali (uno a nord, uno a sud-est e uno a sud-ovest) delimita due strutture concentriche di legno. All’interno del Cerchio lo spazio è stato una ricca fonte di reperti importanti. La struttura è stata ricostruita e oggi è meta di molte visite.
La sua particolarità è che dal portale di sud-est passano i raggi solari all’alba del solstizio d’inverno, mentre in quello di sud-ovest quelli del tramonto.
Il luogo sicuramente serviva anche per celebrare riti cultuali e probabilmente era utilizzato come ricovero per il bestiame.

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Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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