Insoliti rumori annunciatori di morte


Fenomeni acustici premonitori

L’insorgenza di insoliti rumori si registra nell’ambito dei cosiddetti annunci di morte e si verifica da sempre. Come altri fenomeni insoliti rientrano nell’aneddotica della ricerca psichica in quanto non sempre è possibile verificarli. Infatti, perlopiù c’è un solo testimone, anche se accade che ve ne siano di più. Nella prima circostanza rientrano anche quegli episodi in cui, pur essendo presenti altre persone, solo una sente insoliti rumori. Questi, una volta che ci si è accorti della loro stranezza, sono spesso interpretati come segni di eventi negativi, altre volte sono collegati ad eventi luttuosi di cui si viene a conoscenza o nell’immediato o poco tempo dopo il loro verificarsi.
Tra i diversi racconti su questi insoliti rumori ne ho scelto alcuni esplicativi.
Il primo è riportato da Camille Flammarion ne La morte e il suo mistero e riguarda ciò che una madre udì una notte. Allo studioso francese fu raccontato dallo scrittore Édouard Noël nel 1918, parente della donna.

donna-che-scriveAvevo una vecchia prozia abitante, nel 1812, non lontano da Arras. Si chiamava Leblanc, ed aveva un figlio, ufficiale nell’esercito francese, allora in Russia. Una notte, mentre dormiva, fu svegliata da un rumore insolito di grandine o di mitraglia. Accese la candela, aprì la finestra della sua stanza e poté constatare che la notte era calmissima, con un bel chiaro di luna. Il rumore era cessato appena fatta la luce. Dopo pochi momenti di riflessione, nulla avendo potuto osservare di insolito nella casa, si rimise a letto e si addormentò.
Si era appena assopita che il medesimo crepitio di mitraglia la svegliava di nuovo. Allora fu presa da inquietudine e pensò al figlio. «Stefano – si disse – non tornerà più». Si avvicinò al suo piccolo scrittoio e trascrisse la sua riflessione sopra un libriccino di note, aspettando il giorno. A datare da quella notte non ebbe più notizie del figlio.
Segnata la pace, si rivolse al Ministero della Guerra ed apprese che il figlio era stato ucciso in quello stesso giorno in cui aveva provata l’angoscia del fenomeno.

Un altro caso che Camille Flammarion riferisce riguarda Walter Scott – l’autore di Ivanohe -, che in una lettera al suo amico Daniel Terry il 30 aprile 1818 raccontò ciò che gli era accaduto nella sua residenza denominata Abbotsford, nelle vicinanze di Edimburgo. A quel tempo si stava costruendo una nuova ala e lo scrittore viveva in una parte del vecchio fabbricato. Ciò che successe una notte turbò molto lui e la sua famiglia in quanto non riuscì a darne una spiegazione. Ecco cosa scrisse a Terry.

abbotsford-house-375Fummo svegliati, l’altra notte, da un violento rumore, come se si fossero trainati dei tavoloni nella parte nuova. Credetti che fosse caduta qualche cosa e non vi pensai più. Erano circa le due del mattino. La scorsa notte, alla stessa ora, il medesimo rumore si è fatto sentire. Mia moglie, lo sapete, è assai timorosa: mi sono dunque alzato, […] ma tutto era in ordine e non so rendermi conto di ciò che ha causato tanto rumore.

Quando ricevette la lettera Daniel Terry era pranzo con un amico ed insieme collegarono il fatto riferito all’improvvisa morte di George Bullock. Questi era l’artista incaricato di arredare proprio le nuove stanze di Abbotsford ed era benvoluto da tutti. Walter Scott, venuto a conoscenza della morte dell’artista, in una lettera successiva a Terry così commentò: «La fantastica coincidenza dei nostri turbamenti notturni di Abbotsford col triste avvenimento seguito non vi ha sorpreso? Vi giuro che il rumore era quello di una mezza dozzina di uomini intenti a lavorare attivamente a disporre tavole e mobili; tuttavia non vi era alcuno in quel momento sul posto: nulla di più certo!»

Questi fenomeni accadono sia quando le persone coinvolte sono a breve distanza tra loro sia a grandi distanze, come nei casi citati da Flammarion. Così come si verificano non solo in momenti in cui le persone che moriranno non stanno bene fisicamente, ma anche quando la loro salute non fa pensare a una morte imminente o non se ne conosce lo stato.
Solitamente gli eventi di morte riguardano per lo più familiari, però ve ne sono anche di quelli che riguardano persone che non hanno alcun legame affettivo o di conoscenza con i percipienti.
Alla fine degli anni Settanta del Novecento Graziella Piccinini, nello svolgere una ricerca in Trentino Alto Adige su questo tipo di fenomeni, ha raccolto diverse testimonianze, tra cui quella di un’infermiera.

munchdaskrankemaedchen-197Quando avevo 18 anni ero a Milano a servizio. Una sera verso le nove ero nella mia stanza, ancora alzata. Sentii bussare per due volte alla porta della stanza. Aprii la porta, ma non c’era nessuno, né poteva esserci qualcuno che fosse scappato. Alla stessa ora qui (in Alto Adige) moriva una mia cara amica di 17 anni; eravamo cresciute insieme quasi come sorelle. Una polmonite se l’era portata via in due o tre giorni e io non ero ancora stata informata della malattia. Lo seppi poi da altre due amiche che quel pomeriggio erano state a trovare la poverina; tutte e tre si erano rammaricate che non ci fossi anch’io con loro.

Una contadina, invece, ha raccontato alla studiosa ciò che udì un giorno in cui era con la figlia, la quale, al contrario non percepì alcun rumore.

donna_con_bambino_in_braccio_imagefull-127Una mattina ero in cucina insieme a mia figlia e stavo facendo il bagno al bambino piccolo. Sentii bussare alla porta della stanza, con un suono del tutto normale. Dissi avanti più di una volta, ma nessuno entrava. Allora dissi a mia figlia di andare ad aprire. Non c’era nessuno. Successe ancora diverse volte, di tanto in tanto; ero sicura di sentire bussare, ma quando andavamo ad aprire non c’era nessuno. Prima di allora non credevo che potessero succedere queste cose, e non sapevo dare una spiegazione al fatto. Poi venni a sapere che quella mattina era morto un uomo con cui ero stata fidanzata da giovane. I fenomeni erano cominciati alle nove e si erano protratti fin verso le dieci e mezzo. Lui era morto verso le dieci.

La figlia non sentì nulla, ma disse che la madre ripeté diverse volte "avanti" insistendo che c’era qualcuno. Però, ogni volta che andava ad aprire non c’era nessuno. La donna aveva mantenuto i contatti con l’uomo, che abitava in un paese poco lontano ed era a conoscenza delle sue condizioni di salute. Qualche tempo prima lo aveva incontrato e trovato in buone condizioni; anche se gravemente malato, non aveva visto alcun segno di morte imminente.

Nella zona dolomitica altoatesina e veneta, Vito Pallabazzer ha raccolto testimonianze di fenomeni insoliti di vario tipo, tra i quali quelli di insoliti rumori in concomitanza di eventi di morte.
Quello che segue è particolare, in quanto i percipienti sono diversi e gli insoliti rumori sono sentiti in momenti e luoghi diversi.

pastore-01-178Un pastore sta facendo ritorno alla casera, un edificio adibito sia all’abitazione, sia alla lavorazione del latte e alla conservazione dei prodotti caseari. I suoi compagni nel frattempo sono dispersi per i pascoli a vigilare il bestiame. Mentre sta arrivando gli perviene il rumore di cose tondeggianti che cadono e che rotolano; è come se qualcuno avesse rovesciato un sasso di patate su assi inclinate. Entrato nell’abitazione non trova nulla che possa giustificare il rumore. La sera stessa un messaggero gli porta la notizia della morte improvvisa del padre.
Non dissimile il fenomeno sperimentato dalla cognata e dalla nipote del pastore. Tra le undici e mezzanotte sentirono all’improvviso un gran rotolio di fave, di ceci o simili, per ogni dove, dietro le pareti, dietro i mobili, sul pavimento, al piano di sopra. La mamma della ragazza, non trovando una spiegazione logica al rumore, sospettò subito un preannuncio di morte; infatti dopo qualche giorno giunse la notizia della morte di una cognata.

Interessanti sono anche due casi che preannunciano la morte per incidente.

Poco prima di mezzanotte una donna sente nella strada uno schianto di lamiere e di vetri infranti, si affaccia alla finestra ma non vede alcunché, apparentemente non è successo nulla. Tuttavia nel suo paese di origine, in quello stesso istante, suo fratello, a bordo di un furgoncino, si schiantava contro il guard rail e perdeva la vita coinvolgendo nell’incidente anche un’altra macchina.

In altra località delle donne udirono rumori a cui diedero spiegazione qualche tempo dopo senza che ci fosse alcun legame tra loro e la persona che poi morì, contrariamente al caso precedente.

carrettiere-02-328Un gruppo di donne sotto il paese di Rocca Pietore [in provincia di Belluno, n.d.A.], in corrispondenza di una svolta della strada, sentirono un gran frastuono di carriaggi e di cavalli; era quasi buio, così anche per la poca luce non potevano vedere chi si stava avvicinando. Comunque, si spostarono, prevedendo l’arrivo impetuoso di carri e animali, ma non passò nessuno. Di lì a qualche giorno nella località morì un carrettiere, travolto dalla pariglia di cavalli che stava guidando.

Che spiegazione dare a questi fenomeni? Nella sua analisi dei casi raccolti, alla fine di un articolo illustrativo, Graziella Piccinini così si esprime:

allucinazioni-294I fenomeni come quelli qui descritti sono normalmente considerati di natura allucinatoria, cioè puramente soggettivi – e molto probabilmente come tali vanno considerati. Tuttavia non è da escludere, in linea teorica, che i fenomeni possano avere natura oggettiva. La percezione potrebbe essere causata da una reale vibrazione acustica, la cui origine sarebbe da attribuire (ove beninteso, sia esclusa una spiegazione normale) a qualche effetto psicocinetico […]
Ci sono due motivi che rendono meno implausibile l’ipotesi di una natura oggettiva. Primo, in queste stesse situazioni (morte di un congiunto) si verificano anche fenomeni psicocinetici, talvolta ingenti; la loro frequenza è senza dubbio minore rispetto alle allucinazioni auditive, ma è pur sempre considerevole. Secondo, i rumori percepiti hanno spesso una notevole analogia con quelli presenti in casi di infestazione o poltergeist (per non parlare dei classici raps medianici), per i quali una natura oggettiva appare a volte alquanto probabile.

E poi aggiunge

640_sound_wave-300Le possibili interpretazioni non paranormali sono due.
Primo, i suoni percepiti potrebbero avere una causa esterna normale [anche se] ritengo che questa alternativa sia da escludere per la maggior parte dei casi […]
Secondo, in assenza di una causa esterna, le percezioni potrebbero essere attribuite a "normali" allucinazioni e la concomitanza con l’evento di morte sarebbe una semplice coincidenza […]

Successivamente afferma:

Che un fenomeno così improbabile come un’allucinazione venga a trovarsi in così stretta simultaneità con la morte di una persona cara – altro evento piuttosto raro – è una "coincidenza" troppo strana per giustificare la relativa frequenza di tali episodi […]
Secondo la studiosa, poi, la considerazione più estrema che si possa fare è che il modo più facile per evitare un’interpretazione paranormale sarebbe quello di considerare false le testimonianze. Ma episodi come quelli qui descritti vengono riportati, con sconcertante analogia nelle caratteristiche, in tutte le zone del mondo, nelle più diverse culture, presso ogni ambiente e ogni ceto sociale: se si trattasse sempre di menzogne, il fatto sarebbe ancora più strano, interessante e degno di studio di quanto appaia nell’interpretazione paranormale.

E io aggiungo che così si può dire di tutti i cosiddetti fenomeni paranormali. Certamente le testimonianze false non sono da escludere, perché c’è sempre chi per le più diverse motivazioni le fornisce, ma non si può attribuire a tutte questa etichetta. Così come non si può affermare che questi insoliti rumori, e più in generale i fenomeni paranormali, non esistono, dichiarando che non si possono fare controlli accurati e che sono da considerarsi di poco valore perché aneddotici. In realtà sono importanti se affiancano quelli sottoposti a controlli e oggetto di esperimenti, a complemento della loro comprensione. E di questo i parapsicologici oggi sono consapevoli.
Infine, come ultima osservazione, riprendendo altre parole della Piccinini, c’è da osservare che «Nella quasi totalità dei casi l’evento di morte non era prevedibile come imminente da parte del soggetto, e spesso era del tutto inatteso; è quindi da escludere che la consapevolezza dell’evento potesse essere la causa dell’allucinazione».

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Glossario

Per approfondire

Camille Flammarion: La morte e il suo mistero, vol. II, ed. Sonzogno 1937

Vito Pallabazzer: Paranormale e società dolomitica. Credenze, miti, fenomeni strani e meravigliosi delle genti ladine, Istitut Cultural Ladin “Majon di Fashegn” 1992

Graziella Piccinini: "Allucinazioni auditive associate con eventi di morte", Luce e Ombra, n. 2/1979, pagg. 127-138

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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