Jack London e “La peste scarlatta”



Jack London e una pandemia nel futuro dell’umanità

london-peste-scarlatta-160La peste scarlatta di Jack London è un romanzo breve di grande attualità pur essendo stato scritto più di un secolo fa. Scritto da un autore statunitense conosciuto ai più per i suoi romanzi di avventura, come Il richiamo della foresta (1903) e Zanna bianca (1906), è ambientato in un futuro lontano per London, ma non per noi. Il protagonista è James Howard Smith, un anziano insegnante universitario di letteratura inglese, che racconta ai tre nipoti come era il mondo sessant’anni prima. La vicenda si svolge nella San Francisco del 2073, ma la città e i suoi abitanti non esistono più: nel 2013 una malattia virulenta, la peste scarlatta del titolo, ha decimato l’umanità, lasciando pochissimi sopravvissuti. Da quel momento tutto è cambiato e le conquiste raggiunte dall’uomo in ogni campo del sapere fino a quella data sono state completamente dimenticate. L’unico in grado di raccontare come era il mondo è James, l’ultimo testimone della comunità in cui vive.

Aerial view of Seattle skyline at dusk, USADopo la pandemia i sopravvissuti hanno creato delle "tribù" in cui le distinzioni sociali di un tempo non esistono più e in taluni casi si sono completamente stravolte. Così una di queste, definita degli Autisti, ha come capostipiti una coppia i cui ruoli sociali si sono invertiti: l’uomo, di carattere violento, proviene da una bassa classe sociale e di mestiere faceva l’autista (da qui il nome della tribù), mentre la donna, che un tempo era la moglie di un "Magnate dell’Industria" che faceva parte della classe dirigente del paese, gli è sottomessa come una schiava.

linea-ferroviaria-abbandonata-01-129Chi è riuscito a salvarsi dalla peste scarlatta da quel momento deve pensare a sopravvivere e deve in qualche modo procacciarsi il cibo, così come a soddisfare i bisogni più essenziali, regredendo così ad una vita primitiva. I nipoti di James, e lui stesso, sono vestiti di pelli e sono armati di archi e frecce; non hanno alcuna conoscenza della varietà del linguaggio di un tempo e della sua complessità, così come non comprendono concetti ed espressioni formulati dal nonno. Non hanno mai visto un aeromobile, un telefono o un treno. Infatti tutto questo è sparito in breve tempo, perché chi era in grado di utilizzare questi mezzi o ciò che permetteva di farli funzionare non esiste più.
Così come l’uomo ritorna a vivere come all’alba della sua comparsa sulla Terra, anche la natura si riprende gli spazi che l’uomo le ha usurpato. Per esempio, là dove prima passava una ferrovia, ora le piante ricoprono le traversine. Gli animali che un tempo l’uomo aveva addomesticato ora si sono inselvatichiti e tra loro hanno avuto la meglio quelli che si sono saputi difendere e che hanno dimostrato maggiore aggressività. Ne sono un esempio i cani lupo che hanno sopraffatto i loro simili più deboli e non sono più al servizio dell’uomo.

Questo è un romanzo che prefigura uno scenario probabile per l’umanità, perché, nel momento in cui i detentori del sapere, sia pratico che teorico, vengono meno o diminuiscono, una grande ricchezza viene persa. E questo è un aspetto ben delineato da London. Così come l’insorgere dell’istinto di sopravvivenza che induce l’uomo a raggrupparsi per poter sopravvivere e difendersi da chi lo aggredisce nel momento in cui la peste scarlatta dilaga. Chi vive di rapine ne approfitta e, organizzandosi in bande, mette letteralmente a ferro e fuoco la città, rubando e uccidendo tutti coloro che costituiscono una minaccia o un ostacolo.

jack-london-02-162La peste scarlatta può essere letta da varie angolazioni. Una è quella antropologica, che in questo caso osserva il comportamento umano soprattutto dal punto di vista psicologico e sociale. Un’altra è quella letteraria e una terza è quella profetica.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, questo romanzo breve si inserisce in un filone che ha avuto – ed ha – molta fortuna in ambito letterario (a cui possiamo aggiungere anche quello cinematografico fin dai suoi albori), che è quello della visione apocalittica del futuro dell’uomo.
Questo non è il primo libro che parla di un evento che porta all’estinzione – o quasi – dell’uomo sulla Terra per le cause più varie. Tra queste si annoverano malattie mortali di ogni genere, diffusesi in un tempo indefinito o in un preciso periodo (passato, presente o futuro).

coronavirus-19-179Per esempio, ne I promessi sposi (1827) (e più ampiamente nel saggio Storia della colonna infame del 1840) di Alessandro Manzoni (1785-1873) è raccontata la peste del 1630, mentre quella del 1665 a Londra è oggetto del Diario dell’anno della peste (1722, pubblicato anonimo) di Daniel Defoe (1660-1731). Nell’opera di Mary Shelley (1797-1851) L’ultimo uomo (1826, composto di tre volumi) il protagonista (il cui sesso non è definito) descrive una storia profetica, da lui trovata agli inizi del 1800 e attribuita alla Sibilla Cumana, su come nel 2100 rimarrà un solo uomo sulla Terra in seguito alla diffusione di un pestilenza mortale. Ne La maschera della morte rossa (1842) di Edgar Allan Poe (1809-1849) la vicenda si svolge in un tempo e in uno spazio geografico non specificati nei quali imperversa una malattia che porta alla morte. In tempi più recenti in Andromeda (1969) di Michael Crichton (1942-2008) si parla invece di un virus letale trasportato da un satellite artificiale che, a causa di un incidente, precipita nella campagna americana. Invece in Abisso (1981) di Dean Koontz (1945-) molte persone alla comparsa del Coronavirus hanno visto una previsione azzeccata dell’autore. Cosa non vera, in quanto le analogie si fermano al nome del virus (che nella storia è stato creato in un laboratorio per utilizzarlo come arma batteriologica) e di Wuhan, la città in cui si svolge la vicenda.

aeromobile-293Come si può notare un ampio panorama di scenari, ma nessuno si può definire profetica nel senso stretto della parola. Infatti, l’idea che possa accadere un’epidemia (in cui una malattia infettiva è limitata nel tempo e nello spazio, anche se può presentarsi frequentemente) o una pandemia (nella quale una malattia si diffonde ovunque nel mondo) non è insolita, proprio perché ci sono esempi nella storia dell’uomo. Diventa profetica solo quando molte delle caratteristiche della narrazione corrispondono ad una realtà. Questo non è il caso del libro di Jack London, anche se è ambientato in una realtà a noi molto vicina. Non lo è perché quando l’autore parla di mezzi di trasporto o di comunicazione, lo fa in relazione a ciò che conosce. Non c’è accenno ad apparecchiature come i computer, per esempio, inimmaginabili al tempo della pubblicazione de La peste scarlatta, e cioè il 1912.

Tuttavia la si può anche considerare profetica perché non è detto che in un futuro l’uomo non possa ritornare ad una vita (quasi) primitiva. Infatti, basta considerare che, nel caso in cui, per qualche motivo, mancasse l’alimentazione elettrica, molto di ciò che esiste nel nostro mondo sarebbe inutilizzabile. Come potremmo comunicare così agevolmente come oggi senza un telefono cellulare, un tablet, un computer? E muoversi senza utilizzare aerei, navi, treni dotati tecnologie raffinate? Tanto per fare qualche esempio. Per non dire per l’illuminazione delle strade o delle case, e anche del loro riscaldamento.

jack-london-01-267Ecco, leggere il libro di Jack London alla luce della realtà che stiamo vivendo oggi, nell’aprile 2020, dovrebbe farci riflettere su come impostare la nostra vita e indurre chi governa a fare progetti in vista di questa eventualità non tanto remota. Al di là di questo, è anche un libro piacevole, che può essere letto solo come un semplice racconto che fa volare la nostra mente verso un tempo futuro, nella speranza che non si realizzi davvero. Oltre a mostrarci come l’uomo, in fondo, nonostante la civiltà, mantiene inalterata la sua risposta psicologica alle vicende, negative e non, della sua vita. Per di più la sua brevità potrebbe essere un incentivo a leggere in chi solitamente non lo fa.

Il libro

Jack London: La peste scarlatta, ed. Adelphi 2009

L’autore

Jack London (1876-1916): nasce a San Francisco in California e, non riconosciuto legalmente dal padre, è adottato dal patrigno. Adolescente va fuori di casa, svolge vari mestieri, partecipa alla corsa dell’oro fiorente in quegli anni, ed è in questo periodo che matura le sue idee socialiste. Diplomatosi, frequenta l’università senza finirla a causa delle sue precarie condizioni economiche. Si dà alla scrittura e, dopo numerosi tentativi, diventa poi uno scrittore di successo ben pagato, che, tuttavia non riesce ad amministrare con oculatezza i suoi guadagni. Temi dei suoi romanzi sono le avventure e la vita in condizioni precarie, spesso caratterizzati da riferimenti autobiografici. Autore anche di saggi a carattere sociale, è stato perfino corrispondente durante la guerra russo-giapponese nel 1904. Pur di fisico robusto, non ha goduto di buona salute. Muore a 40 anni per overdose di farmaci, attribuita da molti a suicidio, anche se alcuni certificati medici smentirebbero quest’ipotesi.

Per approfondire

Biografia di Jack London (Enciclopedia Britannica)

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

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