“Ho letto nel Cosmo che molte vite hai già vissuto”



Alcuni casi di vite passate ottenuti da Claudia Ferrante

Con «Ho letto nel Cosmo» spesso l’entità Bompensieri iniziava a raccontare tramite scrittura automatica alcune delle vite passate di chi le aveva richieste a Claudia Ferrante. Di solito riferiva l’ultima o le ultime due reincarnazioni prima di quella attuale, accennando talvolta ad altre esistenze precedenti. Alcuni dei numerosi destinatari dei messaggi hanno scritto a Claudia le loro riflessioni sulle rivelazioni ricevute e i brani che seguono – preceduti dai racconti di Bompensieri – ne sono un esempio.

Il neo della giovane birmana

In questo stralcio di una comunicazione Bompensieri descrive l’ultima vita di Alessandra, figlia di una conoscente di Claudia.

Alessandra è stata una piccola birmana, che amava tessere, con le perline colorate, stole e centrini. La vedo anche seduta a un telaio. è vissuta nel 1820 e aveva la pelle olivastra e i capelli corvini.
Era bella, ma aveva un grosso neo che le segnava la guancia e lei si era creata un complesso; tant’e vero che era diventata, da timida, timidissima. Voleva farsi una famiglia, voleva uno sposo. In principio era diffidente perché temeva di non piacere; invece trovò un bravissimo ragazzo, un artigiano che costruiva ciotole di creta e che guadagnava al mercato. La sua vita fu felice con lui ed ebbe molti bambini. Era una donna semplice, buona che si adoperò sempre per i suoi cari. Morì sui quarant’anni per una malattia molto diffusa della pelle, che la portò piano piano alla tomba.

paesaggio birmano

paesaggio birmano

Alessandra scrisse a Claudia:

Mi ricordo che, quando era molto piccola, certe mattine mi svegliavo ed ispezionavo per ore il mio corpo, con una angoscia fortissima che mi passava solo quando mi rendevo conto che, anche per quella notte, non mi era spuntato nessuno di quegli orribili nei, che vedevo rovinare il volto o il corpo di altre persone. E non ho mai capito che senso avesse farsi i nei di bellezza, che per me hanno tutt’ altro effetto, come era di moda nel 1800 e forse lo è anche oggi.
Scoprire che nella vita passata un grosso neo rovinava il mio volto, mi ha finalmente spiegato il perché di tanta avversione verso queste macchioline, e penso possa spiegare anche un altro lato del mio carattere. Quel neo mi aveva reso schiva e convinta di non piacere. Tuttora, nonostante io mi renda conto, guardandomi allo specchio, di essere per lo meno una ragazza normale, se non altro gradevole, mi capita, quando sono a contatto con la gente (uomini a donne che siano) di pensare che io, ai loro occhi, risulti molto sgradevole, come se avessi ancora quella macchia sul volto; e mi viene l’istinto di nascondermi.
Per quel che riguarda il lavoro di tessitrice di perline colorate, penso che i fatti parlino da soli: ho solamente 21 anni, ma ho già un posto abbastanza importante in una distribuzione di mode, grazie al mio innato (ora motivato) talento per eseguire ricami e decorazioni di ogni tipo, appunto con perline e materiali simili.
Non penso, comunque, che mi sia piaciuto molto vivere quella vita, perché, nonostante mi renda conto obbiettivamente che i paesi asiatici siano geograficamente dei posti splendidi, non li ho mai potuti sopportare, e, alla sola vista di un uomo a una donna con quei caratteristici tratti somatici, provo un senso di disagio e fastidio…

Paolo e il bambino ebreo

Paolo, amico da poco tempo, non aveva mai confidato a Claudia i sentimenti che nutriva verso gli ebrei e che rivelò dopo aver ricevuto questo messaggio.

Tu hai avuto molte vite terrene e non sempre piacevoli, ne hai passate di tutti i colori, ma sono state vite intensamente vissute, colme di esperienze positive, negative, belle, dolorose.
Alcune di queste esistenze le vedo vissute nel Mediterraneo, nel 1190 e nel 1520.
Ti vedo marinaio su un galeone, hai combattuto dei pirati. Eri un giovane molto coraggioso e sprezzante del pericolo. Hai combattuto con lealtà, per la giusta causa, nel Mediterraneo. Hai avuto una famiglia numerosa che abitava sulla Costa Brava. La vita sul mare era tutto per te! Sei tornato a casa ferito e cieco, ma hai affrontato ugualmente con coraggio la tua maturità e la vecchiaia. Eri di temperamento forte ma sensibile. Hai aiutato anche i deboli che a te si affidavano.
Sei tornato nell’astrale ad età molto avanzata.
Però io, ora, ti devo dire l’ultima esistenza prima di questa che vivi attualmente.
Eri un piccolo figlio di persone marchiate dalla stella di Davide nell’ultima guerra; vivevi in Italia, nel sud Italia. Eravate in tanti figlioli e tuo padre era una personalità nel tempio.
Ma foste tutti chiusi in un vagone e portati dove ci sono reticolati, forni, fuochi, torture. Tu eri piccolo, ma hai sofferto quando ti strapparono dalle braccia materne. La tua brevissima vita terrena fuggì come un lampo e, nella morte, avesti negli occhi una visione terrificante, consapevole.

galeone

galeone

Dopo aver letto queste parole, Paolo scrisse a Claudia:

È da molto tempo che devo scrivere di ciò che mi è accaduto di strano, cioè di quando ero piccolo e mi mancavano tutte quelle strutture culturali che in qualche modo potevano impedire che i fatti, appunto, fossero strani.
Inizio col dire che ho sempre avvertito una sfrenata ammirazione per gli Israeliti. Il primo fatto strano accadde quando si concluse la Guerra dei 7 Giorni. lo avevo 8 anni e ricordo ancora oggi la gioia che provai nell’apprendere la vittoria israeliana in quel conflitto. Non ho fatto altro che saltare di gioia davanti al televisore per tutto il tempo della notizia, che non fu breve. Questo fatto stupì non poco i miei.
Per trovare degli episodi meritevoli di nota bisogna andare avanti negli anni (e qui un minimo di inquinamento culturale può esserci, anche se l’episodio che ricordo non ha possibili spiegazioni in tal senso): mi trovavo nel cimitero della mia città quando avvertii, uscendo, la necessità di trovare una tomba di un israelita, per poterlo almeno onorare. Quando infine seppi dove trovarne più di una (una specie di inutile ghetto di morti), provai un gran freddo e poi istintivamente misi le braccia seguendo quella che è la tradizione ebraica. è ovvio che io appresi, dopo, questo fatto. Sarebbe sciocco, inoltre, dire che tutti i miei libri o quaderni dei miei diciassette anni erano pieni della stella di Davide? E risale a quel periodo la mia grande voglia di convertirmi all’ebraismo e divenire cittadino israeliano. Cosa che non ho mai tentato effettivamente di fare, perché so che il mio sangue è Gentile e non Giudeo. La mia condizione è, o meglio, forse era, paragonabile a quelli che nascono maschio o femmina e si sentono rispettivamente femmina o maschio. In ultimo, ho conosciuto diversi israeliani e sono rimasto deluso dalle loro diverse antropomorfie, segno che, purtroppo, la razza è in parte decaduta entrando in contatto con troppe etnie differenti. Dimenticavo di dire che, sempre senza saperlo, mi è capitato di fare strani giochi con i numeri, che in seguito ho scoperto essere comuni a certe tecniche divinatorie cabalistiche.

In seguito a voce Paolo disse di aver avuto nel passato sogni ricorrenti e piuttosto allucinanti in cui vedeva mucchi di cadaveri e reticolati.

Giuseppe, Paola e Laura erano perfettamente sconosciuti a Claudia quando si rivolsero a lei e solo in seguito Laura e Paola stabilirono con lei un rapporto più confidenziale.

Giuseppe, il giardiniere greco e il soldato italiano

Bompensieri così si rivolse a Giuseppe:

Mio caro fratello Giuseppe, ti saluto. Ho letto nelle particelle cosmiche che molte sono le vite già da te vissute. Tra l’altro ti vedo giardiniere in un gran giardino greco nel 1770. Ti piaceva il tuo lavoro e amavi la natura e tutte le sue manifestazioni. Sei morto giovane, a 31 anni per malattia infettiva. Ti ritrovo in un paese veneto nel 1915. Eri un artigiano, figlio di due coniugi modesti che volevano per te il meglio dalla vita. A te era sempre piaciuto, fin da bambino, fare dei viaggi, visitare le città e i paesi della tua patria. Ti facesti un’ampia cultura geografica, ma dovesti partire soldato a 24 anni e fare la guerra. Avevi nostalgia di casa e sognavi la pace e una vita serena; ma ne vedesti di tutti i colori sul fronte greco, dove fosti mandato e dove avesti vaghe reminiscenze del tuo passato lontano. Tornasti ferito da un proiettile che ti trapassò il collo. Fosti operato e guaristi, ma avesti spesso dolori in gola. Finita la guerra, facesti il rappresentante di articoli sanitari e viaggiasti così per lavoro, ma anche per diletto. Prendevi sempre treno o corriere per gli spostamenti, ma una volta fosti, a 36 anni, travolto da una di esse, perché il guidatore guidava in stato di alterazione dovuta ai troppi caffè. Moristi dopo mesi di ospedale per le varie fratture riportate.

paesaggio greco

paesaggio greco

Giuseppe scrisse a Claudia:

Gentilissima Signora Ferrante, […] Bompensieri ha focalizzato l’attenzione solo sui punti salienti delle mie vite passate, che influiscono ancora adesso sul mio modo di essere. Tutto ciò che è scritto trova rispondenza con ciò che sono ora: delle mie esperienze come giardiniere nella Grecia del 1700 mi è rimasto l’immenso amore per la natura, alla cui difesa mi impegno nel mio piccolo giornalmente con molta passione. Inoltre ho da sempre una sorta di odio-amore verso il 1700 e la Grecia. Ciò che però mi ha lasciato esterrefatto è stata la mia ultima vita, come soldato ferito al collo durante la prima Guerra Mondiale: di questa vita mi sono rimaste evidenti ed inconfutabili conseguenze. Io ho sempre odiato l’organizzazione militare nel suo complesso, perché la ritengo arretrata e mal organizzata. Soprattutto però io soffro di una malformazione congenita alla rachide cervicale, che mi provoca sempre forti dolori proprio nella zona della gola.

Paola, la giovane francese e l’amore per il mare

Molto sintetica la descrizione dell’ultima vita di Paola:

Mia buona sorella Paola, […] hai avuto molte esistenze e, tra l’altro, ti ho vista in diversi luoghi e in diverse epoche; sei stata anche una portoghese e una sudafricana. Ma, nel 1900, ti ho vista a sud della Francia, in un paese di mare.
Eri una giovane sportiva e molto dinamica. Ti piaceva il mare e spesso andavi con una barca e hai anche fatto dei viaggi. Eri innamorata, ma non corrisposta e così ti buttavi nei divertimenti e nello sport. Poi, durante una gita su un battello, con altre persone, foste speronati e, dato che era già buio, non riusciste ad avere subito i soccorsi. Sapevi nuotare ma sei morta per sfinimento e per il freddo: avevi 30 anni.

paesaggio francese

paesaggio francese

Paola in una lettera a Claudia puntualizza i collegamenti tra la vita descritta da Bompensieri e quella attuale

Gentilissima Signora Claudia, […] devo dire che, incredibilmente, ho trovato fra la mia vita attuale e quella descrittami dal suddetto Bompensieri molte attinenze, più di quante pensassi.
1) Ho sempre avuto una certa autorità, a volte sottolineata da una strana sensazione molto dolce e somigliante alla nostalgia, per il periodo fine ‘800 – inizio ‘900, e, quando me ne capita l’occasione, vedo sempre volentieri qualche film o sceneggiato ambientato in tale epoca. Inoltre mi piace molto frugare nei mercatini dell’antiquariato […] alla ricerca di qualche oggetto risalente all’inizio del nostro secolo da poter conservare (purtroppo l’acquisto mi è precluso dalla mancanza di… materia prima, dato che non riesco a trovare lavoro).
2) Fin da bambina mi è sempre piaciuto molto il mare, specialmente d’inverno o nelle giornate piovose, quando non ci sono i bagnanti. Le dirò di più, amo il mare al punto che mi adatterei malvolentieri a vivere in una città senza il porto, che considero come qualcosa che offre veramente una possibilità di ampio respiro ad un centro abitato. (Nota)
3) Il Bompensieri dice che sono vissuta in Francia; ebbene, circa due anni fa ho sostenuto un esame universitario di Lingua e letteratura francese: ho trovato lo studio di tale materia di un’estrema facilità, tanto che, per ottenere perfino i complimenti del Docente, mi sono bastate pochissime lezioni private (perché non mi era possibile la frequenza all’università) corrispondenti circa ad un mese e mezzo di applicazione (tenga presente, fra l’altro, che preparavo, contemporaneamente a questo, anche un altro esame). Ciò è ulteriormente sottolineato dal fatto che, per la preparazione della mia tesi di laurea, non ho avuto bisogno di alcun aiuto nel leggere alcuni testi di archeologia orientale redatti, appunto, in francese, salvo consultazioni sporadiche del dizionario.
4) Amo moltissimo i viaggi anche in questa vita.
5 ) Anche nella vita attuale ho desiderato un grande amore, pieno di slanci e di passione.
6) Un’altra cosa, piuttosto curiosa, è l’episodio della morte: fin da ragazzina mi capita di sognare (in certi periodi anche molto spesso) di essere in mare al tramonto o di notte, immersa in un’acqua sempre molto scura (verde o blu) e di annaspare affannosamente per non annegare.
Pur sapendo nuotare, non amo per niente tale sport.
7) Un’ultima cosa: patisco molto il freddo, e, solo ultimamente, riesco a sopportarlo un po’ meglio.

Nota – Paola vive in una città di mare

Laura, la contadina bretone e la cameriera portoghese

Ecco ciò che Bompensieri ha visto nelle particelle cosmiche per Laura

Mia cara Laura, ti saluto. Poco fa ti ho vista e ho letto subito nelle particelle cosmiche che hai vissuto tante vite […]
Hai vissuto, nel passato molto lontano, nell’Africa del nord. Eri un giovinetto morto molto presto per gli stenti e le malattie. Poi rivedo una piccola isola dell’oceano americano. Eri una donna che viveva poveramente, ma felice di quel poco che aveva e molto innamorata della vita.
Nel 1690 ti vedo ragazza della Bretagna, figlia di coltivatori. Anche tu spesso eri nei campi anche se avevi servitù e mezzi. A 30 anni eri forte, ma abusavi troppo delle tue forze e un giorno cadesti da una rupe, dove ti eri arrampicata per certe erbe mediche. Rischiasti la morte. Fosti portata in Spagna per curarti le gambe rovinate. Soffristi molto per mesi; ricordavi la tua forza, la tua gioia di correre, di camminare e di saltare e di ballar cose che non potesti più fare. La tua menomazione durò tutta la vita e ti costò sacrifici che non posso dirti.
Moristi a 60 anni, triste e avvilita.
Nel 1820 hai dovuto ritornare. Come cameriera ti vedo in un grande locale portoghese. Eri sui 25 anni, avevi uno sposo e 2 figli nati con difficoltà. Eri di indole ottimista, ma soffrivi di male alle ossa. Non ci badavi, continuavi la tua vita, il tuo lavoro, avevi ciò che desideravi e il tuo compagno e i figli ti amavano.
Quando il più grande divenne un noto commerciante di tessuti, ti portò via da quel locale, ti portò a fare dei viaggi e questo ti piaceva. Ma tuo marito (navigante) era geloso, temeva di perderti. Questo non fu e si rassegnò a saperti lontana da casa a volte.
Seguivi tuo figlio nel suo lavoro, ma eri sempre anche una buona moglie e, al suo ritorno, tuo marito ti trovava, anche se un po’ stanca, al tuo posto.
Poi i dolori aumentarono, più stavi ferma più si acuivano, ma avevi già 52 anni e molta voglia di muoverti era passata. Ma avevi visto diversi paesi: l’Italia, la Francia, l’Inghilterra e altri posti e ti beavi dei ricordi.
Poi rimanesti vedova, i figli si fecero la loro famiglia, tu rimanesti sola con due domestiche e lavoravi all’uncinetto, leggevi e anche facevi qualche piccola faccenda domestica.
Una mattina fosti trovata accasciata su una sedia con una tazza in mano. Avevi bevuto il tuo the e il cuore lentamente cessò di battere. Avevi 53 anni.

paesaggio bretone

paesaggio bretone

Così Laura ha analizzato la rivelazione delle sue due ultime vite:

Cara Claudia, ti rispondo un po’ in ritardo […], ma tutto sommato per me questo non è stato negativo perché molte volte mi sono trovata a riflettere su quello che tu mi hai scritto in merito alle mie vite precedenti ed ho avuto anche inaspettati flashes su alcune situazioni della mia vita, che ora forse è più facile spiegarmi […]
Per quel che riguarda il giovinetto devo dirti che molte volte nella mia adolescenza fino ai 18 anni avrei preferito essere nata maschio proprio perché mi sentivo molto più maschio che femmina e fin da piccola giocavo più volentieri con mio cugino che non con le mie amiche, e tutt’ora a volte mi piace travestirmi da ragazzo, ma questa è forse una tendenza abbastanza comune in una certa fase dello sviluppo della personalità.
Mi ha invece colpito veramente sapere che mi sono rotta le gambe a 30 anni e ho passato il resto della mia vita impedita da quella menomazione. Io ho cominciato da tre anni a soffrire per la caduta che mi ha rotto il menisco e da allora spesse volte mi faccio male alle gambe e sono stata costretta a lunghi periodi di riposo che sono molto più dolorosi per me, dal punto di vista psicologico che non fisico. Comunque ho sempre avuto fin da bambina la paura di farmi male, giocando, alle gambe e ti dirò più precisamente ho sempre avuto il terrore di cadere nel vuoto. Mi ricordo che mi spaventavano moltissimo i terrazzi con le ringhiere attraverso le quali si vede la strada sottostante, perché avevo paura di cadere, mi spaventavano ancora di più le griglie metalliche che si trovano qualche volta sui marciapiedi e che coprono di solito dei garages o dei magazzini. Io avevo il terrore di camminarci sopra e la mia amica mi prendeva sempre in giro per questo. E potrei anche aggiungere che l’immobilità per me è stata sempre una delle peggiori disgrazie che un uomo possa avere, e che io vivo dentro proprio come uno dei dolori più grandi e più difficili da sopportare. Di nuovo sono poi tornata nel 1820 come cameriera in Portogallo e mi dici che soffrivo di male alle ossa. Ero una felice sposa e mamma. Mi riconosco molto anche in questo tipo di donna e di vita semplice ma serena. In verità ho sempre cercato e intimamente amato le vite semplici ma profonde e consapevoli, cioè quelle vite in cui si riesce a capire che il regalo più grande che abbiamo avuto noi uomini è stato proprio la nostra vita, e che per questo possiamo molto qui in questo mondo. Possiamo anche comprendere e conoscere il divino che è al di sopra e dentro di noi e ritrovarlo in mezzo a noi stessi, tra le cose della nostra piccola e preziosa esistenza. Riesco a vedere e a sentire molte persone che vivono in questo modo che hanno compreso questa realtà e mi sono sempre dei modelli che cerco di ritrovare anche in me. E li ritrovo emotivamente anche se poi la mia vita attuale non procede proprio secondo quella strada (marito, figli) che però ho evidentemente già percorso. E pur tuttavia ancora sento una forte rispondenza dentro di me, come una disponibilità (a volte è anche desiderio) a ricreare quelle situazioni.
Non sto qui a raccontare ancora episodi già vissuti, perché penso che sia ormai superfluo, quello che è importante, credo, è dirti che quando ho letto per la prima volta, e così è stato ed è anche tutte le volte che leggo ancora, le mie vite precedenti ho sentito dentro di me qualcosa che si risvegliava, che riaffiorava, era come se stessi rivivendo tutto a livello emotivo, sentimentale, con una consapevolezza ora maggiore, naturalmente. Insomma non mi ha proprio stupito sapere il mio passato perché io sono anche quella persona che sono stata e che ancora riappare, agisce, sente e vive dentro di me nella vita attuale.
Penso sia superfluo ricordarti ancora come da sempre io senta una forte attrazione proprio per i paesi nei quali sono già vissuta e soprattutto la Spagna della quale mi piacciono le persone, le donne col loro modo di vestire e di essere (forse come ero proprio io)

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About The Author

Magicamente Colibrì

Ho fatto studi classici al liceo e scientifici all’università, perché amo entrambi i mondi. Questa mia formazione è dovuta al fatto che in me convivono bene gli aspetti che caratterizzano l’essere umano, cioè quelli legati al pensiero razionale e a quello non razionale, e che sottintendono, rispettivamente, alla scienza e alla spiritualità. Molti sono i miei interessi e i post del blog lo dimostrano.

2 Comments

  1. Lucilla Moriconi

    Riguardo a quelle sensazioni che sento nella mia testa,mente,avvengono improvvisamente ,mi sento in apprensione e divento tipo nervosa,sento la mia mente come se si aprisse ,nello stesso tempo e’ come un fastidio in mezzo agli occhi,un sonno che non e’ un sonno ,sento tipo una concentrazione,non e’ facile da descrivere ,a volte ho sentito delle informazioni che arrivano direttamente nella mia mente,ma non so da dove arrivassero ,una voce che non e’ una voce,forse e’ un pensiero che arriva nella mia mente o magari in certi momenti la mia mente riesce a captare qualcosa *Diciamo che hai sogni in genere credo poco,magari poi quando succede che si avverano ,penso,ma allora aveva ragione il sogno.!Ad esempio dopo aver sognato quella signora che cadeva (ecc)ero molto spaventata:per me era vero,era reale ero sicura che sarebbe capitato (per via della voce),volevo telefonargli ai figli subito quella mattina,poi mi sono calmata e mi sono detta”di stare tranquilla che era solo.un incubo e non ci ho piu’ pensato.Pero’ una settimana dopo si e’ avverato e in quel momento ho capito che era la verita’. *Riguardo a mia sorella (quelle finte stigmati):praticamente quella mattina si sveglio’ e noto’quei segni si spavento ‘ molto perche’ le sembravano appunto delle stigmati,mi mando’ un messaggio per telefono in cui mi.spiegava l ‘ accaduto,io cercai un po’ di rassicurarla,e gli chiesi ingenuamente se non poteva trattarsi di qualche insetto,o lucertola che si era infiltrata nel letto e poi averla schiacciata involontariamente,lei disse che era impossibile che un insetto non puo’ lasciare tanto sangue cosi’ e poi in quei punti.Mi disse che era macchiato anche il lenzuolo,poi venne da me a farmi vedere quei segni e mi resi appunto conto che non poteva essere un insetto o una lucertola a fare quello.Non c’erano ne tagli,ne buchi. Lei non viveva gia’ piu’ nella casa con me.

    Reply
    1. Magicamente Colibrì
      Magicamente Colibrì

      Purtroppo ho letto solo ora il messaggio. Probabilmente hai una certa sensitività che ti permette di presagire eventi futuri. La voce che senti potrebbe essere la tua voce interiore che ti “avvisa”. Non ti devi rammaricare se non hai avvertito i famigliari di quella persona, perché questi avvertimenti, se così vogliamo chiamarli, ti presentano una realtà che potrebbe verificarsi, ma non è detto. Si tratta di una possibilità, perché può essere che poi la realtà sia un’altra. Per quanto riguarda tua sorella, quelle “finte stigmate” come le definisci, potrebbero essere una reazione del suo corpo ad un disagio o a ad un suo problema interiore, che si manifesta così. Però senza conoscere la sua situazione non posso dirlo. Da ciò che capisco la mani erano macchiate di sangue, e penso che dopo un po’ siano sparite. Ma poi era sangue? Ecco, vedi posso pronunciarmi poco in merito, perché non conosco la situazione.
      Non so se volevi che esprimessi un parere o solo raccontarmi la tua esperienza. Se è la prima cosa, più di così non posso dire; se invece è la seconda, ti ringrazio per averlo fatto.

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